giovedì, 26 novembre 2009 | 02:23

Direttamente da "Cose vaneggianti e storpia-realtà come le favole"

Dicono che tutti siano la metà di una mela, no?
Quindi, se vogliamo, tu sei la principessa di qualcuno.
E allora io sono il principe di qualcuna.
(O qualcuno, direbbe mio fratello facendo giustamente notare la mia piastra per capelli).
Beh, ecco, stavo pensando: se questa qualcuna non si è stufata di cercare, aspettare, sedersi, fumare, innvervosirsi, ascoltare canzoni tristi, guardare film inutili, vaneggiare pensando a dov'è l'altra metà del suo cielo e altre care simpatiche cazzate tanto romantiche quanto ahimé futili, ditele che io sono qui.
E sono stato qui tutto questo tempo a fare le stesse cose che faceva lui.
Ah, e che ho anche quasi mollato il colpo.

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| 01:54

Direttamente da "Traveggole sentimentali di un giovine scapestrato milanese senza occhiali griffati."

Diventa triste quando fai le cose perché devi farle.
Niente ti dà più soddisfazione come una volta. Né il cibo, né la gente, né la musica, né la letteratura scritta e letta, né qualsiasi altra cosa.
Ma è normale?
Allora è questo che significa crescere?
Se è così, bellammerda.
Ah, e anche le ragazze.
Non mi diverto più.
A prenderle in giro soprattutto. Diventa tutto la ripetizione di una ripetizione, siete tutte la copia di una copia. Il sesso ormai è una ricompensa personale.
Ricky, tieni il biscottino del mese.
Rimpinza il tuo ego del cazzo e tira avanti ancora fino alla prossima inutile ora d'aria. Perché ora d'amore proprio non la si può chiamare.

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lunedì, 23 novembre 2009 | 02:40

Elvis isn't dead.

C'è una canzone che dice "I wish it was me you chose". Vorrei che avessi scelto me.
Ma questa è una canzone ingiusta.
Ingiusta, perché metà delle volte non si può scegliere.
Né chi si sceglie, né come andrà.

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domenica, 22 novembre 2009 | 03:35

Sei la mia perdita più triste.

Vedere la fine delle cose prima ancora che siano cominciate.
È esattamente questo ciò che faccio io prima ancora di incominciare una relazione. E forse è qui che sbaglio.
Oggi faccio mea culpa. E lo faccio perché alle 3.31 di un sabato notte il mio posto dovrebbe essere in una macchina coiv etri appannati in compagnia di quella che dovrei ritenere la donna della mia vita ma sarà solo un'altra delusione e invece sono qui a pensare che vorrei amare qualcuno ma, come diceva Robbie Williams, "there's just no pleasing me".
Ho sempre pensato che le due ragazze che ho amato avessero qualcosa di particolare, ma ora inizio a credere che forse era solo una questione di ingenuità, non so, come io in quei mesi abbia abbassato la guardia negando ai miei occhi i loro difetti.
E insomma si torna sempre lì.
Ma, come diceva quell'omino pazzo pazzo che incontravo sempre allo specchio: "Forse continuando a cercare te troverò anche me".
Per stanotte, game over.

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sabato, 21 novembre 2009 | 11:08

Where we belong.

Caro blog, ti chiedo scusa, ma ormai la tecnologia è sempre più attraente.
E comoda.
E... ti ho tradito. Con Twitter.
www.twitter.com/rickysws

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venerdì, 20 novembre 2009 | 09:11

Say it like you mean it.

Forse ho contato perché non avevo molto altro da fare.
Forse ho contato perché volevo dimostrarmi qualcosa. Se il caso è questo, ce l'ho fatta.
Solo non so cosa, di preciso.
Un po' di malinconia ogni tanto però è concessa, vero? A momenti neanche mi ricordavo com'era.
Certe canzoni dicono le cose meglio di te. Per fortuna?

Ancora e ancora...

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lunedì, 16 novembre 2009 | 01:28

Fare colazione all'1.28

Non devi essere triste se non hai vissuto la vita che avresti voluto.
Non è mica colpa tua.
È merda che succede. E stavolta è successa a te.


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sabato, 07 novembre 2009 | 03:00

Textbook.

Penso che faccia troppo freddo per stare così soli.
Penso che certe persone non cambino mai, ma alla fine sono solo cazzi loro.
Penso che quest'anno siano usciti davvero troppi dischi orribili. E troppi pochi libri decenti.
Penso che già che c'eri potevi lasciarmi di venerdì, almeno avrei avuto il weekend per risollevarmi. E invece no, lunedì. Proprio stronza fino al midollo, eh!
Penso che quando l'oroscopo dice 'oggi farai pace con un cancro dispotico' a) non riesco ad evitare di realizzare che conosco troppe persone dispotiche, tutte cancro e quindi che b) cancro e dispotico siano quasi sinonimi.
Penso che certe persone non le capirò mai. E non so se sia un bene o cosa.
Idem per il contrario.
Penso che certe canzoni iTunes non dovrebbe proprio farle partire.
Penso che sia inutile parlare se non sia niente da dire. Ecco perché spesso sto zitto. Ma la gente è troppo superficiale per capirlo.
Penso che se questo paese è una merda, la colpa sia tutta degli ipocriti. Quelli che improvvisamente ci tengono a un crocefisso al muro tra un tradimento alla moglie e una frode, senza ricordarsi nemmeno come sia fatto l'interno di una chiesa. Ma Gesù è sacro e deve stare lì, eh, mi raccomando. Coglioni.
Penso che non saremmo poi così male come coppia. Ma forse lo penso perché continuo a credere fermamente che
faccia troppo freddo per restare così soli.

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venerdì, 06 novembre 2009 | 12:57

E se stai bene senza me, allora forse è così che doveva essere.

Le cose finiscono solo perché non si combatte abbastanza per farle funzionare.
Ma io non sono mai stato uno che lascia lì le cose a metà... quindi se non ho combattuto abbastanza qualcosa vorrà pur dire.

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mercoledì, 04 novembre 2009 | 16:53

"L'amore che strappa i capelli è perduto ormai"

Descrivi questa città con una parola: grigia.
Dalla mi finestra si vede un parco, pieno di foglie cadute. Un po' come un sacco di sogni e speranze di quando eravamo giovani e scellerati. È assurdo dirlo, ma a 22 anni ti rendi conto che i muri ti si chiudono
Forse hai scelto i sogni sbagliati.
Forse sei sbagliato tu.
Forse entrambe.
In fondo gli impiegati sono più degli artisti. E ci sarà un motivo.
attorno e c'è sempre meno da fare.

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