sabato, 31 ottobre 2009 | 01:17

"Io una volta volevo fare l'amore... eh, l'amore è esagerato" (cit. Michel)

Sono in Svizzera attaccato a un pc che ha le z al posto delle y e viceversa. E non ho nessuno a cui scrivere. E questo è triste.
Ho parlato per mezz'ora in radio e ora che sono qui non so bene che dire. O forse lo so ma non voglio dirlo.
Prima in macchina venendo qui stavamo ascoltando Remember me e mi sono ricordato di quando avevamo fatto le voci. Di quanta passione e quanto odio erano stati necessari per dare alle voci quel tocco di vissuto.
E volevo scriverti. Eh, ma per dirti cosa poi? Buona vita? Spero che tutti quelli che incontrerai ti renderanno felice (ma non tanto quanto ti ho resa io)? Ma poi, con me eri felice? Mi pare. Ma l'unica cosa certa nella vita è la morte (bel paradosso), mica se hai reso qualcuno felice o no. Ma come si suol dire: io la mia fetta di torta l'ho avuta, adesso non è piu la mia festa e tocca a qualcun altro scartare i regali.
E cosa conta maggiormente nella vita? Saper stirare una camicia o sapere come farti avere un orgasmo?
Ma io poi cosa voglio saperne? Probabilmente non so fare nessuna delle due.

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domenica, 25 ottobre 2009 | 22:55

Going missing for a while.

Ho odiato questo paese con tutto me stesso.
Ho fatto finta di essere uno studente.
Ho partecipato alle manifestazioni in piazza.
Ho messo su canzoni nostalgiche.
Ho sognato di te a letto con un altro.
Ho sognato un altro corpo.
Ho chiesto allo specchio di mentire.
Ho visto altra gente.
Ho visto altra gente.
Ho buttato via il telefono.
Ho dormito un altro po'.
Ho schifato ancora questo paese.
Ho controllato la posta e non hai scritto.
Ho controllato la posta e non hai ancora scritto.
Ho acceso anche la radio.
Ho cantato un po'.
Ho rimpianto vecchi posti.
Ho detto ancora no.

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| 00:27

Canoni = limiti

Forse è il caso di riconsiderare i miei canoni.
Perché il mio ostinato e ostentato non voler avere a che fare con le ragazze che scrivono 'nn', 'cmq', 'xkè' e tante altre cose taglia fuori il 98% delle ragazze. E poi mi lamento che son single...
Single + grammaticalmente corretto = single a lungo.

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giovedì, 22 ottobre 2009 | 16:39

Tachipirina saved my life.

Noi siamo i ragazzi dei giorni di pioggia.
Noi siamo quelli che quando c'è il sole ci verrebbe da uscire coll'ombrello, perchè tanto prima o poi pioverà.
Noi siamo quelli che se è vero che una birra non affoga il dolore, magari due si.
Noi siamo quelli che hanno talmente sogni nel cassetto che la scrivania si è rotta.
Noi siamo quelli che se hanno un rimpianto è non aver dato un ultimo bacio, mentre per chi ci ha fatto del male è non avere calciato il nostro cuore più lontano.
Noi siamo quelli che se non vedono le stelle puliscono due volte il vetro della finestra così magari si vedono di più.
Noi siamo quelli che se non si vedono neanche così allora ci si compra quelle dell'Ikea che si illuminano al buio per incollarle sul soffitto della camera.
Noi siamo quelli che si sentono soli anche in mezzo alla gente.
Noi siamo quelli che appena vedono un vetro appannato ci disegnano un cuore.
Noi siamo quelli che vorrebbero vivevere a colori ma basterebbe anche solo un po' di bianco in mezzo al nero dei dolori.
Noi siamo quelli che invece di contare le pecore, per addormentarci, contiamo i sogni.
Noi siamo quelli che se ci chiedi se abbiamo più cd o amici, ti rispondono 'Uguali', perchè i cd sono amici, e tra i migliori.
Noi siamo quelli che per un amico faremmo di tutto.. .anche offrirgli l'ultimo goccio di birra.
Noi siamo quelli che l'unica Corona a cui aspiriamo è quella col tappo e il limone dentro, e l'unica Regina è la pizza surgelata che ci facciamo quando i nostri sono fuori.
Noi siamo quelli che vorrebbero essere come chitarre vecchie per poterci scordare col tempo.
Noi siamo quelli che si sentono costantemente un lunedì, ma prima o poi saranno un sabato notte (Bon Jovi docet).
Noi siamo quelli che cantano fino a perdere il respiro, noi siamo quelli che vivono fino a perdere l'udito.
Noi siamo quelli che hanno il tasso di sangue nell'alcol un po' troppo elevato.
Noi siamo quelli che hanno un cuore che è diventato una soffitta, con tutte le cose tenute dentro a prender polvere.
Noi siamo quelli che non vogliono la luna, ma gli basterebbe un po' d'amore.
Noi siamo quelli che guardano le previsioni del tempo e ci rende felici vedere che almeno qualcuno al mondo avrà un giorno di sole; ma noi, continueremo ad essere i ragazzi dei giorni di pioggia.


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mercoledì, 21 ottobre 2009 | 00:54

Meglio che nessuno sappia

La fase intermedia è sempre quella peggiore.
I libri sottomano.
Lo zaino la mattina presto.
La pioggia, gli ombrelli, il cappuccio, l'ipod e i vecchietti sul tram.
La fila alle macchinette e il caffè ristretto anche se lo volevi macchiato.
Quella che non ti caga.
Quella che ti caga (puntualmente è un cesso).
Un esame da ridare, uno passato e senza motivo apparente.
Ancora che pensi a quella storia?
Leggiamoci il Leggo.
Nessuno parla di Mozart tranne uno che ti ammazza di noia quando lo fa - e forse capisci perché nessuno lo fa, grazie a Dio.
Come fai a descrivere la musica?
Oh, hai sentito quel disco nuovo? Me lo farai sentire dopo. Dopo quando. Durante la lezione.
Stasera ci sono piani?
Va' che razza di figa.
Ma tu mica eri fidanzato.
Ho una faccia da cazzo nella foto sul libretto.
Qui nessuno ascolta Battiato e i Cure e si vede.
A 21 anni ancora scrivi sui banchi?!
Io mi giustifico. Ah, cazzo, non siamo più al liceo...

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venerdì, 16 ottobre 2009 | 20:58

Si stava meglio prima, anche se nessuno l'avrebbe mai detto.

Rivoluzione numero otto. Viviamo anni e anni dopo i Beatles ma siamo così indietro.
Io per fortuna sono bravissimo a fare una pessima impressione.
Tanto l'inverno non ti aspetta mica se non sei pronto ad affrontarlo di nuovo da solo.
Il freddo non ha pietà.
Il vento se ne frega.
Le sere son passate, le ferite appassite, tu dove ti piazzi? Tu dove mi metti?
La mia città mi ha giò disintegrato. I muri grigi mi hanno devastato. Ma c'è una scritta che ricorda che senza di te io non sono niente.
Sei la mia rovina perché eri le mie fondamenta e ora la casa è crollata.
Posso abitare a 300 metri da lì ed essere lontano mille anni luce. C'è qualcosa di sbagliato in tutto questo ma non trovo le soluzioni.
Il problema della gente è più che evidente, nessuno sa trovare il suo posto - ogni pensiero rimane nascosto.
Ci dev'essere una via di fuga da tutto questo, sono sicuro c'è. Solo non so ancora dove.
Tenetevi pronti a venire delusi.

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giovedì, 15 ottobre 2009 | 17:03

I don't remember you looking any better, but then again I don't remember you.

Una cosa che mi è sempre piaciuta di me è che quando abbraccio una persona è come se dovessi vederla per l'ultima volta.
Forse perché in fondo so che sarà l'ultima volta.

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| 02:32

Non sono io che ho la sindrome di Peter Pan, è lui che ha la sindrome di me.

Perché poi si cresce, si inizia a studiare, ci si laurea, ci si ritrova con un lavoro serio, dei colleghi fastidiosi, un capo da odiare, uno stipendio a fine mese e delle rate da pagare e si è esattamente come tutti gli altri. Mentre io volevo un amore unico, di quelli da liceo.
Io mi sbagliavo, era tutto qui.
Io mi sbagliavo e alla grande.


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| 01:41

Io non ho sosia. Di gente terribile come me basto io.

Premessa: se ogni ragazza che mi dice che mi aggiungerà su Facebook/Myspace/Msn/Twitter/Gossip girl/quant'altro volesse avere atti sessuali con me, Rocco Siffredi mi farebbe una sega. O meglio, sarebbe in fila.

Svolgimento:  sai, c'è una cosa che dovrei dirti.
Non so chi sei. So a malapena come ti chiami, e so a malapena che il tuo nome è un nome che ha sempre diviso, storicamente. E poi la mia storica compagna di banco del liceo si chiamava come te e io e lei avevamo un bel feeling. C'entra qualcosa? No, solo che non sapendo il tuo cognome - che comunque potrei cercare su Facebook ma si sa, io a meno che si tratti di andare a prendere un kebab sono pigro - non saprei di che altro parlare.
Bella, sei bella.
Intrigante, sei intrigante.
Fidanzata, sei fidanzata.
Insomma, hai tutte le carte in regola.
Per fare che? Ma come per fare che! Per essere la mia ossessione di quest'anno.
Le alternative non sono molte.
Potrei tornare da una ragazza che conosco. E farci l'amore.
O trovarne una che non conosco. E farlo con lei.
O prenderne una che conosco un po' sì e un po' no e farlo con lei. Ma la domanda è: avrebbe senso? Ne varrebbe la pena? E la risposta è: no, perché non saresti tu.
E allora che si fa?
Eh, boh. Io di lottarei coi fidanzati ne ho piene le palle.
Di farmi picchiare idem.
Di lottare, anche.
Di mostrare che valgo qualcosina, uff, due maroni.
Ma di osservare certe bellezze da lontano no, quello mai. Non ne avrò mai abbastanza. Sarà quello che farò quindi? Chi lo sa.
Il tuo problema è che sei più interessante che bella. 

Conclusione: come dicono i Fall out boy, non sei la prima né l'ultima ma probabilmente la più bella.

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mercoledì, 14 ottobre 2009 | 20:29

"He's a fighter."

Faremo l'amore a New York. Non posso prometterti altro.

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