La questione non è cosa vuoi.
Ma è come lo vuoi.
Se lo vuoi davvero.
Se sei disposto a rinunciare a tutto per averlo.
Se quando lo avrai non ti pentirai dei tuoi sfrozi.
Se continuerai a resistere.
Se continuerai a credere...
...e tante altre banalità.
Ho una pistola sul cuore che mi obbliga a dirti quel che penso. Mi sa che sei perfetta.
sabato, 28 marzo 2009 | 02:39
Io non ho più fretta perché ho pauraLa notte ha un po' i pensieri suoi.
E io l'avevo fatta parlare, ma poi ho deciso che forse è "me-meglio" far parlare la musica.
Eh, sì. Decisamente meglio.
venerdì, 27 marzo 2009 | 00:38
Tutto torna.Mia mamma, da brava vorrei-essere-inglese-e-anche-se-sono-italiana-non-mi-comporto-da-tale, rientra in casa e mi offre di berci un Tè. Io, da bravo vorrei-essere-inglese-e-anche-se-sono-italiano-non-mi-comporto-da-tale, accetto.
C'è un problema, però: mancano i biscotti. Mamma mi guarda come dire: li vai a prendere tu?
Certo, penso io, in fondo sono qui a gironzolare senza senso per casa col pigiama ancora addosso da stamattina, tu invece sei vestita di tutto punto e io dovrei andare a prendere i biscotti.
Però lei mi guarda come ricordandomi una frase che le avevo detto tempo fa. E mi rendo conto che le avevo detto 'Mamma, lo giuro, per te farei di tutto', ma fare la spesa non era sicuramente parte di quel 'tutto'.
Beh, io vado a comprare 'sti benedetti biscotti. Che poi son pure molto buoni e mi ricordano un sacco come gusto quelli dei Puffi che comrpavo al mare da piccolo, incomparabili e mitici e per sempre nel mio cuore. E insomma, quando sono lì al supermercato che devo prendere i biscuits già che ci sono mi faccio tentare da qualcosa di scandalosamente grasso tanto quanto buono. E così prendo pure i Loacker-che-bbbbontà.
Pago, torno verso casa e chiamo l'ascensore. Cazzo, è all'ottavo piano, ora che arriva al piano terra faccio in tempo ad aprirmi i Loacker e sbafarmene un paio... dovrei? Non dovrei. Ma vorrei... Ma non devo.
Insomma, apro e mangio il primo.
L'ascensore arriva. Entro, schiaccio il quinto, tiro fuori un altro magico Loacker ma come se qualche forza oscura non volesse farmelo mangiare l'ascensore ha come un sussulto, ballonzola, si blocca, io faccio un salto, il Loacker mi si alza dalla mano e vola in aria. Con un balzo fulmineo tengo i due pacchi di biscotti e riesco a dare una ginocchiata al Loacker che, miracolosamente intatto, risale per poi poterlo acciuffare con l'altra mano. È salvo! Gioisco come un idiota davanti allo specchio. Godo, festeggio, saltello noncurante del fatto che l'ascensore ha appena rischiato di bloccarsi. Chissenefrega, penso, tanto ho i Loacker con me.
Arrivo a casa sano e salvo e loackerizzato e mi bevo il Tè con mamma avendo la solita chat settimanale sui suoi alunni, la mia musica, i suoi litigi con la nonna, i miei libri, l'Inghilterra, Londra e quant'altro.
Poi arriva la sera, mangiamo, io mi rinchiudo in camera, vedo un film con Mastrandrea che ormai stimo e amo al pari di Hugh Grant e poi bam! mi viene fame. Cazzo, ho i Loacker, vado a prendermene un po', no?
Dopo il settimo decido che è ora dell'ultimo, perché si sa, cazzo, bisogna mangiarli pari, che son disposti a due a due e lasciarne lì uno sembra cattivo. Ed eccolo lì l'ottavo, il numero otto, l'ultimo della sera. Lo avvicino alla bocca e bam! ho un sussulto, la mano trema, il Loacker vola.
Rotola, rotola giù verso la mia pancia una volta enorme che l'avrebbe respinto ma no, ora la pancia non c'è quasi più, merda, coglione io che son dimagrito cazzo, il Loacker va, va, va come la retta ('La retta va va va...' diceva la mia profia di mate del mio primo liceo), e rimbalzasulla sedia e da lì rimbalza ancora e finisce per terra.
Ma che cazzo.
Ho fatto le acrobazie in un ascensore traballante e da fermo e seduto non riesco neanche a trattenere un cazzo di biscottino?
Noncurante, lo raccolgo e lo mangio. Però, cazzo, io non credo nel destino ma doveva essere scritto da qualche parte che io oggi perdessi un biscottino. Insomma, tutto questo a) perché non avevo voglia di andare a letto e b) per dimostrare per una volta senza i soliti classici paragoni d'amore che tutto torna.
giovedì, 26 marzo 2009 | 11:55
Il solito esagerato.Mi sveglio. Le scrivo. Parliamo. La amo.
Credo che sia la cosa più bella su cui ho mai messo gli occhi.
Però non conosco niente di lei.
Tranne il fidanzato.
mercoledì, 25 marzo 2009 | 23:41
"Bisogna prendere speciali precauzioni contro la malattia dello scrivere, perché è un male pericoloso e contagioso.""Pronto?"
"Pronto!"
"Sì, l'ho già detto io! Chi parla?"
"Ma tu sei Ricky?"
"Ma chi lo vuole sapere?"
"Ma sei quello dei Sorrows?"
"Eh."
"Sì?!"
"No."
"No?!"
"Non lo so, aspetta che controllo sulla carta d'identità."
"Sì, sì, sei tu, riconosco la voce."
"Ecco, io però non la tua..."
"Sono quella del bar."
"Ah."
"Hai capito?"
"Che sei quella del bar, sì. Cosa significhi 'quella' e quale sia il bar no, però."
"Ah...ok..."
"..."
"Senti ma posso farti una domanda?"
"Sì, beh, non so bene chi sei ma almeno sei beneducata."
"Ecco, ok, allora te la faccio?"
"Fai prima a farmela che non a chiedermi se puoi farmela..."
"Ok. Senti ma tu hai la ragazza?"
"..."
"..."
"...non credo, aspetta che controllo in cucina..."
Per quanto sia anche naturale, o almeno così ci si augurerebbe, il fatto che ciò che desideravi a 18 anni non corrisponda neanche un po' a quello che vuoi a 22 da un certo punto di vista è triste.
Triste perché quello per cui avresti ucciso a 18 anni (un contratto che ti 'obbliga' a fare 2 dischi con l'opzione di un terzo) ora sembra quasi una cosa dovuta. Non vai a letto felice. Non lo sei da un bel po'. Non sai individuare un colpevole. Quella che ti sbattevi un anno fa si è rimessa col suo ex ed è felice e la cosa non ti piace un granché, non perché sia lei ma perché pure lei è felice. E tu chi sei, lo stronzo del villaggio?
Che ne sai, forse sì.
Incominci a fumare. Smetti di fumare. Fai la dieta. Perdi sei chili. Ricominci a mangiare e ne prendi indietro 2. Conosci una ma non ti convince. Conosci una ma è fidanzata. Conosci una ma non si conosce. Ti tagli i capelli. Non sembri più tu. Non sei più tu. Ma sei mai stato qualcosa che potesse essere definita come 'tu'? Forse sei solo un mix ben condito di tutte le persone che hai avuto accanto e delle esperienze che hai vissuto. Incominci ad ascoltare i Baustelle. Ma tu odiavi i Baustelle. Ma veramente guarda, li odio tuttora i Baustelle. Per non parlare dell'università. Sì, ok, hai sbagliato a sceglierla ma ora almeno la finisci. E poi? Cosa combinerai? Una laurea inutile in un corso che se terminerai l'avrai fatto a cazzo. E la scrittura? Vabbè, come se potesse diventare un lavoro... Ti provi a convincere che le cose andranno bene. Però sai benissimo riconoscere una cazzata dalla verità e stavolta non ci caschi. Continui ad ascoltare le stesse dieci canzone di fila, ancora e ancora, sperando che qualcuno come dici tu ti venga a salvare. Incominci a dubitare che quel 'qualcuno come dici tu' esista. Sono tutte cazzate, in fondo. Forse è davvero così. L'amore non interessa a nessuno.
sabato, 21 marzo 2009 | 02:41
Post di considerazioni post-coito, post-birra, pure post-punk.Tra essere pieni di sè e pieni di se c'è una bella differenza...
mercoledì, 18 marzo 2009 | 01:05
La tua migliore amica.Allora, ti piace? mi chiede versandosi un altro po' di terribile vodka al melone nel bicchiere.
La frase sarebbe riferita alla sua migliore amica, che mi ha presentato qualche minuto fa.
Siamo a una festa in casa, di quelle con gente noiosa che fiumi di alcol acquistati da un padrone di casa saggio e previdente faranno sembrare meno pedante. O almeno si spera.
E la sua migliore è amica, quella che ho appena conosciuto, quella su cui dovrei esprimere un giudizio, è qualcosa di indescrivibile.
Capiamoci, non è che da lontano sembri malaccio. Però da vicino è tutt'altra storia.
Da vicino è sempre tutt'altra storia...
Quando mi ha sorriso presentandosi sembrava che Dio le avesse buttato i denti in bocca completamente a caso.
Ha gli occhi sporgenti.
Le gambe, a guardarle bene, sono sì belle sottili ma storte.
Si veste davvero di merda.
Sembra che si sia truccata al buio, cosa che non escludo totalmente.
Già che ci siamo, sembra che sia addobbata per Natale. Solo che non è un albero. E quelle cose lì non sono lucine ma collane.
E porcalaputtana, siamo quasi a fine Marzo.
Per non parlare dei capelli, raccolti in una coda, che mettono in mostra due orecchie che anche il più sensibile dei Dumbo deriderebbe.
Ma sto divagando.
Allora, ti piace? mi richiede lei versandosi un altro po' di terribile vodka al melone nel bicchiere.
Sì, sì, molto carina balbetto io d'istinto. Poi carico, prendo la mira e sparo: Ha quel qualcosa che mi ricorda Kate Moss...
martedì, 17 marzo 2009 | 01:51
Dio m'ignora.Mamma?
Mamma??
Mammaaaaaaaaa???
Ricky, che c'è!
Mamma, Dio m'ignora!
Dio, fa il bravo e gioca con Ricky!
Ecco. Non l'avesse mai detto...
| 01:05
Never say neverSe non avete ancora avuto la fortuna di vedere il mio nuovo taglio di capelli, ta-da!, guardate qui sotto.
Avrei qualcosa da dire, ma mi annoierei da solo a scriverlo, per cui...
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