sabato, 31 gennaio 2009 | 23:47
Briciole di polverePronto?
Hey... ciao.
Ciao.
Allora?
Dimmi tutto, ti ascolto.
In realtà forse sei tu che dovresti dirmi qualcosa.
Cominciamo bene, alla prima frase compiuta già che mi accusi.
Non ti sto accusando, se ti chiamo è perché forse è il caso di chiarirci, non trovi?
E cosa dovremmo chiarire? Se quello che ci siamo detti era vero o solo qualcosa che ci è uscito per rabbia?
Esattamente. In fondo possiamo essere molto meglio di quello che siamo.
E dire che io ho sempre cercato di essere una versione migliore di me stesso, per te.
Forse non ci hai provato abbastanza, non pensi?
Penso solo che quando sei adirata sei troppo cattiva.
Beh, con tutto quello che mi hai detto anche tu non ti sei affatto risparmiato.
Sai com'è, credevo che fossi davvero l'altra metà della mia mela.
E invece?
E invece sei solo una mela marcia...
Bene, con questa siamo pari direi.
Io non sono cattivo per rabbia però. Questa cosa la penso davvero.
E allora perché mi stai ancora rivolgendo la parola?
Forse perché non posso farne a meno.
Con questa ti sei guadagnato qualche altro minuto. E poi guarda che essere cattivi è umano.
Troppo facile come scusa. Ci consoliamo da troppi secoli con questa scusa del cazzo, mi sono rotto di sentire 'sta frase.
Io qua, io là, sempre io, io, io... Questa è una cosa più grossa del tuo ego!
Ma non esiste niente più grosso del mio ego.
Non è vero, e lo sai. E sai anche quanto sia inutile scherzare in un momento come questo, Andrea...
Mi dai fastidio quando mi chiami per nome. E comunque sono fatto così, dovresti saperlo, c'è poco da fare.
Beh, tutti possono guarire dai propri difetti, basta impegnarsi.
Senti, non cercare di salvarmi. Ci hanno già provato e hanno già fallito.
Ho fatto un corso di pronto soccorso. Non lo faccio apposta. Mi viene naturale.
Beh, cerca di fare sì che ti venga meno naturale.
Prima mi dici che non vuoi essere cambiato e poi mi chiedi di essere meno me stessa?
Sì.
E come si fa?
Non lo so. È una vita che cerco di capirlo, ed è anche per quello che te lo chiedevo. Magari tu avevi qualche suggerimento.
Io so solo che questa situazione è assurda e tu continui a cambiare discorso.
Allora non dico più niente. Reprimo tutto quello che penso, che sento, che vorrei urlare in questa maledetto telefono. Ma resto in silenzio.
Perché non parli?
Beh, almeno se non parlo non mi puoi zittire.
Allora chiudiamo qui la telefonata, se ti do tanto fastidio.
Chiudiamola pure, ok.
Quindi?
Quindi cosa?
Quindi non puoi per una fottuta volta nella tua vita dire la verità?
Potrei dirti che ti voglio con me perché ne ho bisogno.
Però io ti direi che ti avevo chiesto la verità. Non quello che volevo sentirmi dire.
Rimango di nuovo in silenzio. Non so proprio più che cosa dire. È come se tutte le mie energie, tutti gli sforzi, tutte le mie convinzioni fossero venuti a mancare, a togliermi ossigeno, così all'improvviso, come se mi avessero tolto la terra sotto ai piedi, tutto il mondo sta crollando e io non posso fare altro che stare a guardare, impotente, il meglio della mia vita diventare briciole di polvere.
Mi chiamerai?
Se vuoi ti posso chiamare la cosa più bella della mia vita, ma tu mi devi chiamare il peggior bugiardo che hai mai conosciuto.
Lo saresti stato comunque.
Lo saresti stata comunque...
| 14:50
My life is changing.Se non è una cosa di cui hai bisogno, perché tenerla?
È partito tutto da questa frase. Sto parlando di Myspace e Facebook.
Un po' sarà anche che ogni volta che voglio cancellarmi poi vedo la request di una ragazza carina e mi dico 'ok, sarà lei quella giusta!' e quando guardo bene il profilo o ha 16 anni (e questo è un problema perché mi piacciono con la facoltà di decidere, purtroppo) o ha un nome tipo hellokitty93 o tokiohotellina4ever. Niente contro i Tokio Hotel, eh, sappilo Bill Kaulitz visto che ci leggi sempre, respect, però dopo un po' ci si stufa. Comunque poi alla fine mi convinco di tenere lì tutto quanto che magari sbucherà qualcuno dal nulla. Ma non voglio raccontare ai miei figli 'io e mamma ci siamo conosciuti su internet'. La verità è che quei siti sono un'enorme perdita di tempo. E ok che io amo perdere tempo, ma quando potrei leggermi un bel libro e invece sto a rispondere ai vari 'tau cm va cm tai tt ok' ammetto che volta dopo volta le opzioni si restringono.
E poi le faccine sono davvero fastidiose, cazzo. Imparare a scrivere no? Internet (o meglio, l'uso che se ne fa) sta distruggendo la lingua. L'intelligenza. La cultura.
E poi tutti possono farsi i fatti di tutti.
Soprattutto io posso farmi quelli degli altri.
E non voglio sapere certe cose, non voglio neanche rimanerci male o bene o farci su discorsoni o oggetto di pensiero per le settimane successive.
Le soluzioni per combattere la gente incolpevole ma pur sempre fastidiosa non sono molte: o le uccidi o li eviti. Stavolta vado con la seconda.Quindi, facendo un piccolo strappo all'educazione da piccolo lord che la mamma mi ha dato, fanculo a quei siti. Almeno, fanculo per ora.
venerdì, 30 gennaio 2009 | 02:57
Stay right here I'll be back for you someday, I found awayStasera ho visto gli Alkaline Trio live e non potevo smettere di pensarci in ogni caso.
No, ok, non è vero, il concerto era così noioso che guardavo il culo di quella davanti, ma a dire la verità ho iniziato a pensare a questa cosa solo ora che sono tornato a casa e ho usato internet nel solito modo improprio.
Ma che è 'sta cosa?
Fastidio?
Bisogno di appartenere (a te? a qualcuno?).
Senso di impotenza, poco ma sicuro. That's all. L'impotenza è frustrante.
giovedì, 29 gennaio 2009 | 15:14
Amore senza un'età (senza un'età per l'amore): il parco della discordia.Tu che stai ancora così attenta alla linea dovresti smetterla di rimangiarti tutte quelle cose, sai? penso, e poi lo dico, glielo dico davvero, e poi non posso fare a meno di pentirmi di averlo detto veramente. Lei mi guarda sconsolata, persa nella desolazione di quest'appartamento sporco, in disuso, reminescente di una vita un tempo glorosa e ora spenta. Proprio come me.
Non sei un po' troppo vecchio per essere così cinico?, non manca di ricordarmi lei.
Il fatto che io sia pieno di rughe e non riesca a muovere le gambe e che nel migliore dei casi sia capace di alzarmi e andare a pisciare in modo autonomo senza dover strisciare verso il cesso e che questo faccia della mia giornata una delle migliori dell'anno non mi nega di certo il diritto di lamentarmi, anzi, se permetti mi regala pure dei punti bonus, non manco di sottolineare io.
Lei non mi ha mai voluto sposare, ma non ha mai smesso di prendersi cura di me. Un bastardo che si lagna come occupazione principale. Lei non mi ha mai voluto sposare forse perché ha sempre saputo che saremmo caduti in disgrazia con l'ufficializzazione della nostra unione. Lei, a volte, mi conosce meglio di me. Diciamo che sicuramente è aiutata dal fatto di avere qualche anno meno di me. Alla nostra età, un solo minuto vale mezza vita in più; fguriamoci i nostri sette anni.
Quando mi ha lasciato, la prima di quel milione di volte che la nostra unione quarantennale ha tentennato, ho pianto come piange una chiesa al lunedì. Ero vuoto, triste e solo. Abbandonato dall'unica fedele che il mio impero di polvere avesse mai conosciuto. Mi riempivo d'alcol e stupravo ogni pacchetto di sigarette che mi capitasse a tiro...insomma, niente di nuovo
sotto il sole. Però lo facevo per una ragione, almeno. Forse questa era l'unica cosa positiva uscita da quell'episodio. Tutto quello che mi era rimasto era una moto, e io con quella moto provavo in tutti modi a farmi del male, ma senza cercare di morire, magari un coma sarebbe andato bene, ecco, mi sarei accontentato. Mettiamola così. Almeno lei sarebbe corsa al mio
capezzale per rimpiangere quella scelta. Ma lei non l'ha mai fatto. Il serpente, tra i due, sono sempre stato io. Sono sempre stato io quello che strisciava indietro da lei, fino a convincerla a tenermi con lei.
Sii grato che ce le hai ancora, le gambe, non manca di sottolineare lei distogliendomi dai miei pensieri.
E cosa me ne faccio delle gambe se non posso usarle?, non posso fare a meno di chiederle io.
È strano, perché dicono che a 80 anni il mondo dovresti vederlo in modo diverso, mentre io lo vedo ancora alla mia maniera. Per me fa tutto ancora schifo, anzi, forse è anche peggio di com'era quando io ero giovane e pieno di speranze. L'unico dato di fatto è che lo vedo un po' più sfuocato, ma vabbè, quella è una questione d'età. E se il coglione che ha detto che da anziani si vede il mondo in modo differente solo per questo motivo, beh, concedetemi di usare la parola rincoglionito. Ora, non è che solo perché sono anziano non posso usare più le parolacce, eh, sia chiaro. Che cazzo. In ogni caso, tanto, so che lei mi direbbe qualcosa tipo Sii grato che quegli occhi ce li hai ancora, per cui la questione non la tiro mai fuori. Inutile discutere con lei: trova sempre una soluzione ragionevole a tutto. E io non voglio soluzioni
ragionevoli, io voglio dei grattacapo irrisolvibili per passare le mie giornate all'insegna delle domande, come facevo da giovane.
Beh, non è mica necessario usare tutto quello che hai, incalza lei con nonchalance.
Infatti, sembra un po' il tuo motto di vita. Perché usare la coerenza anche se ce l'hai? Non è necessario usare tutto quello che hai, non posso fare a meno di sottolineare io.
E adesso che c'entra la coerenza?
Avevi detto che mi avresti portato al parco.
Ancora con questa storia! Non sei mica un cane.
Bau.
Non fare l'idiota ora.
Bau, bau.
Smettila di fare il cretino, dai.
Woof! Woof!
Lei sbuffa. Poi comincia la lamentela giornaliera. Convivo con un idiota. Ho passato una vita con un cretino. Divido la mia casa, la mia vita, il mio stesso tetto, il letto e lo spazzolino e il dentifricio con un completo idiota.
Mi hai dato dell'idiota due volte, te ne sei resa conto?
Era per rimarcare il concetto.
Fossi in te avrei usato la scusa all'età.
Non ho mica bisogno dei tuoi trucchetti, io!
Guarda che non sono mica trucchetti, sono giustificazioni più che plausibili, direi. È come una pensione che guadagni con il passare degli anni; dopo tutti quei momenti a sgobbare e sostenere il peso della vita, almeno ottieni qualcosa. Sempre meglio che niente, insomma.
Sei proprio un filosofo.
E tu un'incoerente!
Oh, ancora con 'sta storia!
Ma ci mancherebbe, mi hai detto che mi avresti portato al parco e poi cambi idea, ti sembra plausibile?
Beh, se mi avessi chiesto di portarti a un parco qualsiasi ti ci avrei portato. Ma quel parco, no.
Perché no? Cos'ha di tanto brutto quel parco?
Di brutto niente, ma è a New York, cazzo, e tu fai già fatica a pisciare due volte al giorno, figurati reggere un volo di 12 ore per andare a vedere uno stupido parco.
Non è uno stupido parco, quello.
Beh, sarà anche il parco più bello del mondo, ma rimane un parco lontano per noi.
Però è un parco importante per noi.
Me lo dici sempre, tutti i dannati giorni, ma non mi dici mai il perché.
Perché dovresti fidarti e basta, dopo tutti questi anni. Non hai sempre detto che per farmi felice saresti andata ovunque?
Quello eri tu, in realtà, che lo dicevi sempre, non manca di ricordarmi lei.
Poi c'è una pausa di silenzio, ma nessuno dei due si alza da questo divano come avremmo magari fatto se fossimo stati decisamente più giovani. Niente vestiti da mettere a posto, niente caffè da preparare, niente porte da sbattere. Non abbiamo più l'età per le scenate. Ma per rompere i coglioni, oh, quella assolutamente così, non manco di ricordare e me stesso io. E riattacco.
Allora, andiamo al parco?
Se continui a stressarmi così, so io dove andiamo.
Al parco?
No, affanculo, amore mio.
E poi ridiamo. Ridiamo perché siamo sopravvissuti a cose peggiori e ridiamo perché anche se non abbiamo granché, c'è sempre l'altro per noi. Beh, a parte quando le chiedo di portarmi in quel parco di New York. Quella scritta col mio nome e il suo che feci quando andai a New York circa 38 anni fa, probabilmente, non gliela riuscirò a far vedere mai. E un po' è un vero
peccato. Perché il 'per sempre' che avevo scritto dopo i nostri nomi ho come l'impressione che si avvicini a noi ogni giorno di più; e poi sarebbe stato bello, per una volta nella vita, farle vedere che nonostante i miei 3 infarti e i bypass, beh, un cuore ce l'ho ancora. E funziona ancora come faceva ai tempi.
1- 'Nessun messaggio in segreteria' è uno dei film con una delle sceneggiature italiane migliori che io abbia mai visto.
2- Non mi ricordavo che fossero così rare le ragazze belle e non noiose. Strano, poi, perché io ho la memoria d'elefante.
"Tu odi troppa gente."
"Dici?"
"Decisamente."
"Sai, potrei fingere che me ne freghi ma in realtà mi sono appena ricordato che non devo."
"Continuerò a ripetertelo, tanto."
"Bene, così finirò per odiare anche te."
"Ecco! Lo vedi?"
"Ma dai, non è vero. Odio solo la gente che mi sta sul cazzo. E quella che cerca di non starmi sul cazzo. E a volte anche quella che non mi sta sul cazzo. E...be', ok, odio anche quella che mi sta indifferente. "
"Come volevasi dimostrare! Ne odi troppa."
"Quando si tratta di odiare, il troppo non è mai troppo".
mercoledì, 28 gennaio 2009 | 02:05
Questo è un estratto di uno dei 2 libri che sto scriveeeeendo, siate clementi."La vita è dura, ragazzo. E sarà sempre dura."
"E io cosa dovrei fare?"
"Tu devi combattere. Non puoi startene lì con le mani in mano cercando di pensare a come combatterla: devi combatterla, e basta. Combatterla in ogni fottuto modo. Combatterla ogni singolo secondo, combatterla con tutte le maniere, in ogni modo, ovunque, sempre. La vita è dura? E tu devi essere più duro di lei. Hai paura di volare? Buttati. Hai paura di amare? Apri il tuo cuore. Hai paura di restare solo? Vai in un cazzo di bar e socializza. Le tue paure sono quello che ti distruggerà la vita, se non sarai tu a distruggerle per primo. La vita è dura per tutti, ragazzo. Tu non sei nè il primo nè l'ultimo che si troverà in ginocchio davanti a lei. Goditi i tuoi brividi, investi al meglio ogni secondo, fatti forte delle tue debolezze, impara dai tuoi sbagli, non avere mai paura della morte. Perché se inizi a temere la morte, allora smetterai di vivere. Sarà come se fossi già morto. E a quel punto, tanto vale. Tu devi fargliela vedere. Devi fare scorta di garze e cerotti, ragazzo, perché ci saranno combattimenti da affrontare. Ma tu li affronterai, e salirai sul ring e cadrai e ti rialzerai e lo rifarai per tutti gli anni della tua vita, fino a che sputerai sangue dalla bocca e l'arbitro ti dirà basta, da quando ti picchieranno a scuola a quando ti licenzieranno a quando il tuo migliore amico si scoperà tua moglie a quando i tuoi figli ti sbatteranno in una casa di riposo a fare indigestione di tristezza e pappine. La vita è una puttana, ragazzo, e te la fa pagare cara. E tu, stai certo, pagherai il prezzo che deciderà lei."
"E quindi, cosa posso fare?"
"L'unica cosa che tu possa fare, beh, è cercare di fotterti quella puttana nel modo migliore possibile."
martedì, 27 gennaio 2009 | 19:35
"Always at the right place at the wrong time".A Maggio i miei fanno 28 anni di matrimonio e coi 2 di fidanzamento siamo a 30.
Una mia ex compagna di liceo si sposa con un pompiere (voce di corridoio, però, eh, ma auguri & figli maschi!).
Un'altra ex compagna di classe e una conoscente hanno avuto una paciocchina a testa.
Due mie amiche convivono e una di loro vuole sposarsi (e no, metto la giacca elegante ma i pantaloni proprio no, sorry!).
E nel calderone aggiungiamoci pure le circa 543 persone che hanno una relazione da 1-2-o più anni.
Ora, la domanda: ma è il mondo che va veloce o sono io che sto indietro?
Perché a me sembra di stare sempre nel posto giusto. Forse, solo al momento sbagliato.
Tralasciando il fatto che 'Roxanne' dei Fall Out Boy è la miglior cover del mondo e mi fa pasticciare i pantaloni ogni singola volta che l'ascolto, prima di andare a cambiarmi i boxer volevo sprecare (il verbo 'dedicare' fa troppo Baglioni, Ramazzotti, ecc) questo post per un sacco di gente come me.
Per quelli che soffrono in silenzio.
Per quelli che sudano e faticano nell'ombra.
Per quelli per cui i sogni non bastano mai.
Per quelli che più che i famosi bastoni, tra le ruote hanno un'intera foresta.
Per quelli che caricano e scaricano i furgoni, montano palchi, macinano chilometri, fanno esplodere i proprio polmoni e le proprie ansie e insicurezze e paure nell'indifferenza generale di un pubblico annoiato e disinteressato che pensa di aver già visto tutto ciò milioni e milioni di volte.
Per quelli che quando piangono per le delusioni non hanno un intero studio che li applaude e li conforta ma una madre che grida che è ora di cena.
Per quelli che ci credono, ci credono e ci credono per una vita e poi dopo un po' forse si rendono conto che chi gli sconsigliava di crederci aveva allora torto e ora ragione, ma si va avanti comunque perché ormai credere fa parte di te, e anzi se forse non ci credi più forse te lo devi, lo devi a te stesso e a chi ha creduto in te.
Per quelli che vanno avanti per la loro strada sempre e comunque.
Quindi, Zuccherino, non smettere di cantare. Che sei l'unica presenza femminile che da 2 anni a questa parte mi dia fiducia reale nel genere con tette e complessi... senza avermi convinta con pratiche sessuali. Nessuno mi aveva portato via, mi ero allontanao io...
lunedì, 26 gennaio 2009 | 18:11
Just believe me, girl, someday I'll pay the bills with this guitar.Facciamo finta che sia così.
| 01:08
Il mio amico.Il mio amico è un po' sboccato, ok, ma è uno di quelli che dicono le cose come stanno...quando si è tra amici. Ed è molto acuto. La conversazione è andata più o meno così:
Io: "Una mia compagna di liceo ha avuto una bambina 3 anni fa, incredibile."
Lui: "Io se ci penso in 3 anni non ho combinato niente, a parte sprecare sperma dentro a qualche donna o dentro la mia mano destra".
No, non è Bukowski, ma a volte ci si avvicina. Comunque non lamentatevi, l'avevo detto che il mio amico è un po' sboccato ma acuto.
Comunque quasi-amo Carla Bruni. La sua grazie, il suo sguardo, la sua cultura... Tipo, sai quando sei tra il voler bene, lo stimare e l'amore, come si dice? Ah, ecco, me l'ha suggerito il mio amico. "Volersi portar a letto qualcuno". Si dice così, me l'ha detto lui. L'avevo detto che è sboccato ma acuto.
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