giovedì, 28 febbraio 2008 | 09:54

this special delivery is yours

"Le donne sono porte che si aprono da dentro" e sappiamo tutti come sia stare fuori vero?!
E poi c'erano un milione di altre frasi a cui ho pensato nel risveglio ma che ho già dimenticato.
Colpa mia, la mia mente le cose belle non le riesce proprio mai a ricordare...
'Sii un po' più uomo!'
'Scusami, non so essere più stronzo di così...'

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| 01:30

you can't handle me (veloce aggiornamento sul nulla che mi rappresenta)

E così domani parto di nuovo. Ma come mai tutti questi viaggi che non sei mai a casa?
Forse perchè la mia camera ha tutti quei poster che mi ricordano che io appeso in camera di qualcuno non lo sarò mai.
Tranne che per due o tre eccezioni che però la mia foto la usano come bersaglio per giocare a freccette.
In valigia ho messo solo roba rossa e nera. Nessun motivo apparente.
Sono un paio di giorni che ho continui flashback sulla vacanza a Dublino del 2004 mi pare. Non so perchè ma credo che lo scoprirò presto.
1.21 e non ho ancora nè preparato la valigia nè fatto nulla di quel che avrei dovuto. Domani alle 9 ho un esame orale di cui non so assolutamente nulla.
E vai!
Vado a Vienna ma tanto so che i miei difetti purtroppo li lasciano passare ai controlli all'aereoporto. Se solo le cose che odio di me potessero essere fermate ai cazzo di raggi x...
Sono un incosciente e
Da ora in poi hai il permesso di dimenticarti di me. Non mi piace quello che mi fai sentire di essere: un piacevole ricordo.
Che brutta cosa. Preferivo essere un rimpianto...o rimorso, tendo ancora a dimenticare la differenza.
Fanculo a me che sono nato con delle ambizioni. Non potevo essere un cazzo di muratore che si spende il suo stipendio in pasticche ed è contento così?
Quanti fallimenti sulla tua schiena...
(...cancellato per pena...)

PS: grazie a tutte le persone che non mi hanno mai deluso. Anche se siamo ancora ben lontani dalla doppia cifra...

PPS: tra l'altro ps ora che ci penso bene potrebbe anche essere per Stefania....


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domenica, 24 febbraio 2008 | 02:39

elucubrazioni di quando torno a casa dopo aver bevuto + perso il tram

Se io fossi al governo farei approvare una legge che conceda a chiunque sia solo il sabato sera e torna a casa canticchiando i Finch qualcuno da abbracciare.
Ci vorrebbe un partito per l'amore - io sono partito per l'amore.
Lo so, lo so: sono il primo ad averlo pensato.
Ormai sono 20% me e 80% cazzate.
Ma se esistesse quella cazzo di legge, altro che 20%....

 


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sabato, 23 febbraio 2008 | 02:45

I can't stop feeling sorry for myself

Sono campione mondiale di salto alle conclusioni sbagliate.
Da 'mi manchi' a 'mi stai sul cazzo' in pochi nanosecondi senza che le due cose siano collegate.
Ma niente preoccupazioni, è tutto risultato del casino che ho in testa.
Avrò il raffreddore anche nel cervello...parte saggia tappata come il naso.
Ho provato ad essere sensibile
Ho provato ad essere adorabile
Ho provato ad essere tenero
Ho provato ad essere corretto
Ho provato ad essere fantastico
Ho provato ad essere perfetto
Ho provato ad essere magnifico
Ho provato ad esserlo senza 'magni'
Ho provato ad essere maturo
Ho provato ad essere meno ossessivo e meno ossessivo con la p davanti
Ho provato ad essere cambiato dopo aver provato a cambiare
Ho provato ad essere un po' meglio del peggio e un po' peggio del meglio che si sa la perfezione non va troppo lontana
Ho provato ad essere anche semplicemente me (ma questo sapevo non sarebbe mai stato abbastanza)
e comunque non ha funzionato.
E ancora fai finta di pensare a cosa ti manca (tolta lei e tolto il fatto che lei non sai nemmeno bene più chi sia).
Non so nemmeno quale sia la conclusione di tutto questo. Forse solo una sana dormita.

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giovedì, 21 febbraio 2008 | 00:50

sogni tatuati e tatuaggi di sogni

A volte mi chiedo se 'Nessuno mi scriverà mai delle cose come sai fare tu' sia un bene o un male...o solo l'ennesima conferma

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mercoledì, 20 febbraio 2008 | 13:25

last night i dreamt that somebody loved me

I nostri sguardi si incrociano come le dita di un sognatore...che poi mi sa che mi manchi.

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sabato, 16 febbraio 2008 | 02:12

quattro anni fa ho incontrato i blink.

Ho raccorpato e raggruppato qualche chilo di emozioni di cui scrivere, dei vestiti a righe e dei pantaloni stretti, sogni senza speranza di cui cantare e scarpe senza stringhe e ci ho vestito un corpo, poi l'ho preso e l'ho mandato in giro per giorni e giorni e giorni.
Un po' di pioggia l'ha battezzato.
Lui sta facendo la mia vita.
Ma per fortuna nessuno sembra accorgersene per cui è tutto ok.
Che poi sono sempre quello che non mette mai giù per primo solo che non so dove sono finito.
Ho perso i miei punti di riferimento e non ho più eroi.
I miei poeti preferiti sono morti e i miei cantanti adorati sono diventati ripetitivi.
Al posto di poeti e cantanti, nella frase prima, potete sostituire 'sogni' e 'post'.
Mi sono chiesto che ora è e il mio orologio diceva 'è ora di cambiare'.
Ho bisogno di una vacanza da me stesso ma alle agenzie di viaggio quando guardano il databse non risulta la destinazione 'lontano da me'.
Ho cercato di divorziare dalle mie cattive abitudini ma nessuno studio legale ha accettato il caso.
C'è una parte di te ancora sotto le mie unghie e un po' di te sulle mie labbra.
L'amore è diventato l'ultimo giorno d'estate. Invivibile per paura dell'autunno.
L'unico smalto rimasto qui è quello sulle unghie.
Con me stesso sono più severo degli specchi.
"Vorreichetufossiqui(vicino)" ma stiamo ancora lavorando a dare un'identità al 'tu'.
Quanto romanticismo sprecato in due giorni come questi.
Quante cerniere tirate giù e quanti reggiseni slacciati da mani a cui non avete mai avuto l'intenzione di offrire un anello.
"Ritiro l'anulare e offro il medio."
"Usami come faccio io con le metafore."
'Non mi vuoi sposare perchè non sai osare'.
Ho scoperto perchè ho scritto così tanti libri - perchè è bello poter immaginare un'altra vita
e ho scoperto perchè non li finisco - perchè non voglio che almeno quelle finiscano.
Sono superficiale ma ma mi convinco di esserlo senza 'ficiale'.
Odiami, odiami, tanto ormai è come disegnare con una penna su una scritta fatta con l'indelebile


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giovedì, 14 febbraio 2008 | 00:01

if i could tell myself i'm wrong

È solo una notte come tante altre.
Però la città è tappezzata di cartelloni che invece ti vogliono indurre a pensare che non lo sia.
Quei cartelloni sono degli enormi post-it che stanno appesi lì a ricordarti che oggi è San Valentino.
E che tu sei da solo.
Di nuovo.
E che non riceverai fiori profumati.
Non riceverai lettere di scuse.
Non riceverai telefonate nè e-mail.
Oggi la tua solitudine ha la sua giornata da protagonista.
Ma come, ti verrebbe da dire, lo è già fin troppo.
Ma oggi è la giornata dedicata a tutti i 'ti amo' sprecati e a quelli mai detti.
E forse nemmeno pensati veramente.
La verità stà lì, tutta tra una parola e un pensiero.
E tutto l'amore che hai in te va sprecato quando potresti darlo a qualcuno.
E quindi che si fa? Si fa che lo si da alla persona più bisognosa che tu conosca.
Un gesto carino, inconsueto per qualcuno che soffre e tanto per la mancanza di una persona al suo fianco.
Anche se fa di tutto per evitarlo, alla fine è così.
E quindi ho dato un po' di amore a questa persona bisognosa.
Ho aperto una cartella che era sul desktop e ho aperto quel documento word.
L'ho letto tutto d'un fiato.
Tenendomi per me gli insulti e la vergogna.
Ho riletto il mio libro.
E, indovinate un po'?
Sarano forse le pubblicità dei Baci o dei cagnolini del nintendo ds, ma l'ho apprezzato.
E mi ha spinto a volermi un po' più bene e a crederci ancora di più.
Oggi ho donato alla persona più bisognosa che conoscessi un po' del mio amore inutilizzato.
Oggi ho voluto bene a me.
Mentre il Ricky di sempre festeggiava che per fortuna il 14 febbraio c'è solo una volta all'anno...

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mercoledì, 13 febbraio 2008 | 02:08

feeling lucky

Potrei farla lunga e scrivere ore di quanto abbia adorato questa sera i Jimmy eat world, ma le parole per esprimere quello che i loro pezzi mi danno non le hanno ancora inventate; allora me ne vado sul banale.
E ringrazio la musica.
Che alla fine è in tutto quello che faccio, sempre e comunque dentro e fuori la mia testa, nel mio corpo e nelle mie vene e nella mia stanza e nelle mie orecchie.
L'altro giorno all'esame di informatica invece di rispondere alla domanda sulla sintesi additiva canticchiavo "Happy ending" di Mika che passava in sottofondo alla radio.
E sono contento di averlo fatto.
Perchè oggi la musica non sta morendo di suo, siamo noi che la stiamo uccidendo.
Con il dare l'attenzione al look, a quanto sia bello il cantante e il chitarrista no, al chi è famoso e chi no, al chi passa in tv e si lamenta e chi invece suona nei locali accontendandosi di rimorchiare la cameriera (ogniriferimentoèpuramentecasuale) lasciando sempre più la musica ad essere quel che non dovrebbe mai: un sottofondo. E noi, solo noi possiamo salvarla.
La musica è la tua voce quando non ne hai, ti da forza quando ne avresti bisogno e se c'è una cosa sicura a questo mondo è che qualsiasi stato d'animo tu abbia, lei non ti abbandonerà mai.
MAI.
Dagli aborigeni che cantavano uga uga ai "jimmy eat world e quelle notti nella mia macchina", grazie musica.


...................(si, tokio hotel compresi).


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lunedì, 11 febbraio 2008 | 10:13

chart throb

Lo sto facendo. Per Aprile sarà pronto il mio primo libro. Ho pensato di riscrivere alcune parti e di integrarne altre, ma ho deciso che ci investo tutto quello che ho. Ora sto lavorando sulla copertina. Sarà acquistabile anche online e direttamente da me, anche in prevendita. Chi lo prenderà in prevendita riceverà un'anteprima del libro e delle storie in più. E poi lo pagherete anche meno di quello che già costerà; sto cercando di tenere il prezzo il più basso possibile perchè fanculo, non lo faccio per guadagno e non mi interessa di perderci dei soldi. Certe soddisfazioni non hanno prezzo. Vado a rompere il maialino...

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