mercoledì, 31 ottobre 2007 | 01:19

Tanti auguricky a te

Vivendo con la testa nella polvere di locali sotto il cui palco ci sono dalle 10 alle 30 persone a sera.
Aggrappandomi a quello come motivo per tirare avanti.
Io non sono mai passato sopra nessuno.
Io quello che ho detto fatto scritto e suonato era mio ed era col cuore.
Oggi penso alle due cose di cui mi importa: il mio gruppo e te.
Che l'amore duri poco poi è ovvio. La durata ce l'ha nel nome.
Ma sbaglio, o sto perdendo te(mpo)?
Col tempo ho realizzato che odiavo anche il suo modo di (pro)fumare.
Il mio cuore sembra la patente di un autista modello.
Perchè non va mai veloce?
No, perchè ha un sacco di punti.
Vorrei solo poter sapere un po' meno di me e più di te.
Il significato di sapere lo scegli tu.
Dolcettooscherzetto?
Scherzo quando sono dolce e sono dolce quando scherzo?

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martedì, 30 ottobre 2007 | 02:04

Casa è dove è il cuore, dove c'è il cuore ci sono ferite, quindi casa è dove ci sono ferite

È inutile fare finta che oggi non ti abbia pensata ancheperchèpoiquandoinizioascriveretuttoattaccatocosìmivieniinmentetu.
E ho visto solo adesso il tuo nick.
Ma probabilmente neanche io ti avrei scritto.
Non perchè non ho niente da dire, ma forse perchè non so se avrei trovato il modo di tirare fuori quelle cose.
Manchi anche al mio cellulare.
E tu non ci sei più ma rimane quella piccola convinzione.
Che io e te saremo stati per(fetti) sempre.

Spero che (almeno) tu possa dormire.


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lunedì, 29 ottobre 2007 | 00:13

A furia di usarlo questo blog si usurerà

Un aggettivo per me ora è: instabile.
So che ti dispiace di come sono ridotto.
Non è che lo spero, è che lo so.
Lo so perchè tu ci tieni a me come io ci tengo a te, aldilà di tutti i fastidi che sai.
E il fatto che mi rivolga ancora a te è sintomo del fatto che ci sono di nuovo.
Son di nuovo qui ad affondare.
Certo, almeno adesso ho la paperella e non devo nuotare controcorrente con le mie forze, ma una paperella non basta al salvarmi dall'essere travolto da tutto questo.
E parlo a te forse perchè cerco un colpevole per questa mia miseria spirituale.
E mi è facile e di aiuto dire 'guarda come mi hai ridotto'.
Forse dovrei usare il 'avete'.
Ma tantè; (oddio pure il puntoevirgola) almeno ho guadagnato in instabilità e in un nuovo medicinale chiamato Venditti.
Non che curi più di tanto, forse fa più male che bene, ma forse è proprio questo ciò che voglio.
Non ho i muscoli, ma sono un campione in quanto ad autodistruzione.

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domenica, 28 ottobre 2007 | 19:30

Ricordati di me questa sera che non hai da fare

 

Questo video è un capolavoro, e non solo perchè Venditti col carrello ha piùùùsttiiileeeee di Jax.
Mi ricordo il giorno in cui l'ho vista per la prima volta.
Il mio secondo primo giorno della seconda liceo.
Lei era una principessa travestita da ragazzina.
E io ero solo un altro.
Ciao, io sono Ricky, tu come ti chiami? E come stai?
E lo sai che mi hai giò rubato il cuore?
Benvenuto nella classe nuova!
E tu benvenuta nella mia vita.
È stata una lunga lunga strada fino a qui.
E ora...

 

 


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| 03:11

Ad Halloween mi travestirò da amico. Mi riconoscerai?

Sono solo le tre.
Di nuovo, ancora, io sono qui alle tre a scrivere di te, di me, dei miei sogni e di quelli che poi una volta erano anche i tuoi...o i nostri.
Che poi non so se dovrei, non dovrei, sarebbe meglio non dire certe cose e tenermele per me o che, ma cerco sempre di essere il più 'politically correct' su questa cosa, perchè in fondo l'essere ancora feriti nel profondo non toglie niente ai bei tempi del passato, e non voglio lasciarmi prendere la mano dalla rabbia e infangare certi ricordi.
Ho già fatto i miei sbagli e non ci tengo a ripeterli.
Solo che col tempo ho realizzato in tutto e per tutto il comportamento di certa gente che ritenevo mia amica, ma che in realtà non si è fatta troppi problemi a dover scartare me e il mio rispetto per loro per il loro fine.
Ho letto da qualche parte che il modo migliore per essere notati è l'assenza, ma non so quanto potrebbe essere utile in un caso come questo.
A volte vorrei parlarne, perchè mi ritrovo questo macigno dentro che proprio non se ne va, ma finisco sempre col pensare sempre che sia parecchio inutile farlo-non perchè non avrebbe senso un dialogo o perchè non siano persone intelligenti, ma perchè non ci sarebbe nessuna conclusione se non un'ulteriore incrinazione ad un qualcosa che poi ormai tanto forte non è.
E sono solo le tre, del mattino che ha l'oro in bocca o della notte che porta consiglio in fondo poco importa.
E le milioni di cose che mi passano per la testa quando mi parlano di te e della tua nuova vita non so se le saprai mai.
Non so se te le dirò mai, però vorrei.
Anche se le immaginerai.
Mi piacerebbe, io e te e tutto quel che hai lasciato dietro.
Più il tempo passa e meno ho la tentazione di farmi scorrere gocce di fastidio sul viso, o almeno non di quelle fisiche - forse un giorno anche il cervello saprà trovare una soluzione a quelle mentali.
Sono sempre un po' più forte, ma sai cosa significa questo?
Che sono anche sempre un po' più distaccato da te.
E per quanto per te la gente che hai attorno possa non essere nient'altro che un mezzo o uno strumento da utilizzare per raggiungere la felicità omentanea e poi da cambiare con altra quando l'utitlità sarà finita, a me la cosa dispiace e quasi fa male.
Perchè non mi piace lasciar andare via.
Che siano ricordi belli o brutti, non è da me.
Perchè tutto quel che è in me è quel che mi ha portato ad essere me, per cui non voglio che neanche un secondo di tutto quel dolore o affetto se ne vada da me.
Solo che forse è inevitabile.
Chissà se leggi ancora.
Anzi, chissà quando hai smesso di leggere.
Non so molto di me, so solo che ho (avuto?) la tendenza ad affezionarmi a gente apparentemente vuota, in cui però vedo qualcosa di buono, ma che poi alla fine viene travolto dalla superficialità e dall'egoismo.
Certo, non parla mister perfezione, ma io prendo nota dei difetti, non li uso come arma per ferire.
E vorrei potermi portare abbastanza lontano con la rabbia da poter dire 'Vorrei non averti mai incontrato', ma tanto nè lo dire nè lo crederei, sempre per il discorso di prima.
Sono così, anche grazie a te/per colpa tua. Scegli tu quale dei due.
So solo che quel sogno è ancora vivo anche se tu, volendolo o no, è ancora vivo e vegeto anche se intaccato dagli acciacchi stagionali.
Avrei bisogno una bella iniezione di vaccino di fiducia.
Quando finisco le forze, a volte, le trovo nel fatto che in qualche modo devo dimostrare di saper essere capitano della nave che in fondo io stesso ho costruito.
Ma, tanto per restare in tema, mi son perso tante volte a spolverarne i quadri non accorgendomi che stava affondando.
O forse lo faccio anche per tenere fede a quelle promesse che ci facevamo di impegno infinito.
Io sono uno che le fa se sa che proverà almeno a mantenerle.
Non sono uno che lascia lì le cose.
Perchè è troppo facile abbandonare il difficile e troppo semplice scegliere il facile.
Il ridicolo è che ci sono un sacco di cose di te che non mi mancano affatto.
E per molti aspetti è anche paradossalmente tutto migliore.
Però...c'è ancora qualcosa che non torna.
L'eterno conflitto tra la razionalità e il desiderio.
Mi farò un disco con il meglio del tuo peggio e cercherò di trattenermi dal trovare del buono anche in quello.
A tutti quegli accordi assurdi, a tutte quelle parole inglesi inventate.
A tutte quelle risate, a tutte quelle parole.
Alle canzoni interrotte per il telefono che suona.
Cambierò mai?
Nella speranza che tu torni ad essere la persona che avresti potuto diventare se solo avessi imparato dai tuoi sbagli.


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martedì, 23 ottobre 2007 | 23:41

Are you a friend or a lover?

Sono un clandestino sul pc di mio fratello.
Ho dieci minuti prima che finisca la sua cena e io venga rispedito in camera mia.
Senza pc, perchè oggi mi è morto.
Con l'incazzatura per non aver passato l'esame di stamattina - gli unici esami che passo sono quelli del sangue.
Ma in realtà neanche poi troppo ultimamente.
Data di giovedì saltata.
Data della Svizzera che forse salterà.
Concerto di sabato scorso da dimenticare.
E tu?
Sei un'amica o un'amante?
Perchè tengo il cappellino con su scritto Poser anche in casa?
Facciamo un brindisi alla giornata peggiore che io mi ricordi negli ultimi 4 anni.

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domenica, 21 ottobre 2007 | 16:17

Tarallucci e coca (sono il mio pranzo post sbronia)

... e(non) ti sento (più) vivere.
"E se fosse di te che avevo bisogno già da un po'"
Ieri in autostrada è partita quella canzone lì e ho pensato a come stai.
A come è assurdo appartenere a qualcun altro per così tanto tempo e poi ripensarci e trovare la cosa assurda.
Credo di sperare che ti vada tutto ok.
Non ho ancora capito se m'interessa più.
-
So che mi manca qualcuno che si arrabbi.
Faccio della mia incostanza nei sentimenti un'arte.
Sono il tipo di principe che speri ti venga a salvare?
Sei il tipo di principessa che un principe come me vuole poter salvare?
Questo è quel tipo di amore che ti fanno sognare coi telefilm da piccolo?
Sono anche io per te la persona a cui tu confronti chiunque?
Come io facevo con...
(E due)
E se stessi scappando da me e non dall'amore?
Assurdo.
Inseguirlo e poi trovarlo e poi schivarlo e poi scappare.
Penso sempre che non dovremmo chiedere autografi a gente che canta bene o suona bene o recita bene o disegna bene o prende a calci un pallone bene o posa nuda bene, ma a quelli che ci fanno stare bene.
Quanto vorrei poter collezionare miei autografi.


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sabato, 20 ottobre 2007 | 14:14

io le ho detto di non preoccuparsi per me

Non preoccuparti per me
(anche se non so se) starò bene
giuro giuro
in fondo sai
la musica è l'unica cosa che mi trattenga dall'impazzire
è il mio antidepressivo
è la prescrizione che m'ha dato ogni dottore a qualsiasi malattia nella mia mente
so che mi capisci
sono a trecentoepiù chilometri
ma lontano solo una telefonata
nel film del topocuoco, Ratatouille, dicono "Se continui a guardarti indietro non vedrai mai cio' che ti aspetta"
a me Dio ha dato millemila specchietti
ma sai com'è
io in fondo ho solo due occhi
e mi servono entrambi per guardare nei tuoi
per cui ho rotto gli specchietti e ora guardo avanti
perchè so che tanto a coprirmi le spalle ci sarai tu

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mercoledì, 17 ottobre 2007 | 01:13

And it makes me wanna throw up to see you wanna give up

Incominciare nuove relazioni è sempre un gran casino.
Soprattutto se sei uno che per farlo aspetta sempre qualcuno migliore della persona della relazione precedente.
Che poi magari continuando così da anni non arriva mai.
E quando arriva...a volte ti mancano le forze.
Ci sono giorni che non riesco ad essere forte per me, figuriamoci per tutte le persone che contano su di me per un valido appoggio.
L'unica cosa che ho di Superman è la maglietta. Purtroppo.
Ma forse sono io che non mi rendo conto delle cose?
Forse sono io che me lo immagino, ma ho sempre l'impressione di essere l'unico a cercare di sistemare le situazioni.
Sempre qui con gomma e matita in mano a cercare di modificare le mie imperfezioni.
Che scrittura solitaria.


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martedì, 16 ottobre 2007 | 21:56

A proposito di 'La vita non è un (tele)film'

Non so se vi è capitato di avere visto 'Una mamma per amica' stasera, mi sa che è ancora in onda, ma io stavo mangiando ovviamente solo e ovviamente la pizza e ho acceso la tivù.
"Non sono solo perchè la tv è accesa" (e due), e c'era l'ex moglie di uno che gli mandava 15 pagine di lettera per scusarsi.
Ora, non per dire, ma di tutte le persone che ho conosciuto nella mia vita già quelle che ne hanno combinata una, sia a me che non, e poi hanno chiesto scusa le si potrebbero davvero contare sulle dita di un ex comandante del Vietnam.
Poi, una che ti scrive 15 pagine di lettera scusandosi è proprio assurdo.
Sarà che gente capace di fare così conosco solo me e un'altra persona, sarà che forse io e lui guardiamo troppi telefilm, sognamo troppo e scriviamo ancora di più, ma l'unica cosa che so di per certo è che se tutte le persone che avessero fatto un torto chiedessero scusa, anche senza il bisogno del supporto di chili di lettere, questo sarebbe di sicuro un mondo decisamente migliore.
Che poi io non le mandi perchè sarebbe una causa persa, è un altro conto.


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