lunedì, 27 novembre 2006 | 22:51
Eri davvero così speciale o sono solo io che mi ero convinto che tu lo fossi?Girovagando per il mio computer e leggendo alcune cose avevo scritto e tenuto per me sono rimasto un po' scioccato.
Insomma, fa sempre un effetto strano già di per sè leggere qualcosa che scrivevi mesi fa; in più, se questo 'qualcosa' riguarda persone che ritenevi splendide e perfette e quant'altro e che ora ti sono cadute come non mai, la cosa ti traumatizza.
Persone per cui avresti fatto di tutto e di più se solo non dico l'avessero chiesto ma anche se solo ne avessero avuto bisogno.
E ci sono rimasto davvero male. Tutte quelle parole non sono state sprecate, perchè credo fermamente che se una cosa l'ho scritta ci avrò pensato almeno due volte e quindi la sentivo davvero tanto al momento, ma ora suonano così vuote e non capisco se fossi ingenuo io a crederle così meritevoli o cosa.
Fatto sta che col passare del tempo ti rendi conto sempre più dei cambiamenti della gente e spesso si prendono direzioni che mai avresti creduto, e questo ti ferisce e ti fa dispiacere e ti fa dubitare di quello che erano. Perchè ti ritrovi a chiederti se non averle sopravvalutate tu, visto come sono ora.
La cosa ti confonde. Perchè sarebbe un po' come il tuo gruppo preferito che fa tre dischi di fila perfetti e poi te ne spara altri due orrendi. bah, forse il paragone non regge un granchè, perchè musicalmente è anche normale dopo vari anni fare qualche passo falso, ma nella vita dovrebbe essere diverso. Si dovrebbe progredire, non digredire.
Però vedo sempre più persone splendide rovinarsi e di conseguenza deludermi. Forse i miei standard sono troppo alti, ma di sicuro per avere avuto le mie mani scrivere certe cose qualcosa di straordinario avranno dovuto esserlo per forza. Non vedo altra spiegazione. Si sa mai che dopo qualche disco di merda ritornino a scrivere i capolavori di una volta...
Eri davvero così speciale o sono solo io che me lo sono ripetuto talmente tante volte dal convincermi che tu lo fossi?
sabato, 25 novembre 2006 | 19:57
Can't we pick up where we started?Giorni strani.
A volte vorresti tornare all'inizio delle cose e a volte vorresti vedere come vanno a finire.
O a volte vorresti che finissero proprio come sono iniziate, pure.
Vi siete mai chiesti come mai la parola 'Hello' (inglese per:ciao) contenga la parola 'Hell' (inglese:inferno)?
Inizio ad avere l'impressione di essere una persona inutile se non ho l'occasione di poter dare amore.
Questi giorni fanno così ottobre 2005. Quando io e lei ci eravamo di nuovo lasciati, quando non avevo idea di che cosa sarebbe successo dopo, quando nessuna prospettiva futura sembrava bella e la strada su cui dovevo volente o nolente camminare sembrava decisamente in salita.
Ho quasi l'impressione che tutti i miei sogni siano sul punto di essere presi e portati via da me.
(...e se fosse per me continuerei a sognare, ma i pensieri su di te mi trattengono sveglio...)
La mia testa è un'infinita lista di pro e contro per cui dovrei chiamarti o no.
Ed è strano, ma se sono al punto di dover andare dagli amici a chiedere aiuto e per sapere se possono fare qualcosa per me, qualsiasi cosa per tirarmi su, proprio bene non devo stare. E pensare che una volta ogni secondo valeva la pena di venire vissuto..
E pensare che una volta questa camera era una casa per me, ed ora fa paura quasi come il mondo làffuori.
Ho provato la mora ma preferisco la bionda...birra o ragazza? Entrambi portano problemi..solo che una li causa e l'altra li risolve..a rotazione.
Il solo pensiero che non sia stato un bacio dato per noia, a volte mi tranquillizza e mi fa stare meglio. Era una gara a chi lo volesse di più.
Però tutto sommato è fantastico vedere come persone a cui magari potrebbe anche non interessare più nulla di te perchè bene o male ci sono state volte in cui avresti potuto trattarle meglio siano ancora lì per te. Tradotto, grazie E.
Una volta scrivevo post sensati e adesso mi ritrovo a fare elenchi di quello che mi passa per la testa. Censurato, ovvio. Per leggere quello che non viene scritto qui tanto basterebbe solo un po' di affetto...
Se vi ho mai detto che vi voglio bene, fate finta che ve lo stia ripetendo in questo momento.
E siccome ora ho finito le belle frasi e devo tornare a pensare metafore assurde e folli tipo il mio cuore è una caramella e io l'involucro, mi hai preso e buttato via per mangiarmi il cuore, la chiudo qui. Fino alla prossima volta che starò per scoppiare e avrò bisogno di attenzione. Questi miei post sono il mio modo di abbaiare...bau.
Ecco, ora chiedevi anche perchè la parola 'Goodbye' (inglese per:addio) contenga la parola 'Good' (inglese:buono)...
domenica, 19 novembre 2006 | 13:27
Sei più fredda del tempo...Battiti del cuore a mille, parole sussurrate nell'orecchio, abbracci e carezze, mani che si sfiorano e gambe che si intrecciano, i "permesso si può?" vs i "prego entra pure nel mio cuore, tieni ecco le chiavi, se devi andare vai ma se torni non tornare tardi", quel famoso nodo in gola e l'altrettanto celebre buco allo stomaco, le prime uscite, i primi sussulti, i primi litigi, il nervosismo nell'essere presentati ai suoi amici, il parlare del proprio passato fino alle 3 del mattino, fidarsi ciecamente, dirsi cose stupide come la propria bevanda o la propria BevANDa preferita, mamma questa è lei/papà questo è lui e viceversa, i primi mesiversari, i regali, gli sguardi negli occhi interminabili, "ti amo" vs "io di più" vs "no io di più" vs "no dai pari", i "ti amo da morire" vs i successivi "mi hai lasciato e sei vivo e vegeto e stai anche fin troppo bene", cnsocere qualcunaltro meglio di sè stessi, il bisogno dell'altro, confidenze e segreti, nuvole e lenzuola, film visti a metà e popcorn magniucchiati, le canzoni preferite che marcano ogni momento, il crescere assieme...sono solo un centesimo delle situazioni ed emozioni che si provano quando c'è l'amore.
Bella o brutta, ognuna di queste cose gioca il suo ruolo nel gioco dell'amore.
Tutti abbiamo un dannato bisogno d'amore che negarlo sarebbe una bugia.
Forse l'amore è la dipendenza peggiore.
Quel forse era solo per rendere il tutto ancora più eufemistico...
Tutti abbiamo bisogno di una ragione per non avere giorni no. Per cui ogni giorno sia degno di essere vissuto.
Per svegliarci, vestirci, truccarci, pettinarci, e perchè no, migliorarci.
Per crescere, per studiare, per mettere su famiglia, per fare qualsiasi cosa decidiamo di fare.
Fanculo all'amore proprio perchè come tutte le cose magnifiche quando poi viene a mancare ti lascia un buco che neanche un meteorite.
Mi manca da morire poter amare qualcuno, anche se pure io sono vivo e vegeto.
"L'amore uccide, dice la tua spilla"
"L'amore fa schifo, dice la tua"
"Non è l'amore che fa schifo, sono le persone.."
lunedì, 13 novembre 2006 | 21:29
(Le tue labbra scrivono assegni che il tuo cuore non può coprire)Non è che conosco le password del cuore di molte ragazze.
Il punto è che la password la metà delle volte è sempre la stessa.
Quasi quasi mi dispiace pensare a con quanta facilità posso rubare la ragazza a qualcuno.
E tu?
Sarai capace di dire quella frase segreta che ti darà il codice per sbloccare le porte del mio cuore?
I suggerimenti non valgono.
E fare dentro e fuori non si può.
Muoviti, che fuori fa freddo.
(Non puoi cambiare ragazzi come cambi i canali della tv)
(Non credere a una parola. Nella mia mente io e te siamo sempre lontani in qualche altro mondo.)
mercoledì, 08 novembre 2006 | 11:28
Cronaca di un addio annunciato"Che ci fai già sveglio?"
"Eh, devo studiare, domani ho un esame, lo sai.."
"Lo so, ma non è per l'esame che sei già sveglio."
"Ho proprio perso l'abitudine a mentire, eh? Ma si nota così tanto?"
"Un po'. Ma non suoni troppo convincente anche perchè è da mezzanotte che sei in piedi e non hai toccato un libro."
"Anche tu hai ragione..beh, ma se il motivo lo sai già perchè fai domande?"
"Voglio testare la tua reazione al dolore. Sai, a volte funziona."
"No, non lo so..io non so mai niente su come vanno le cose.."
"E allora te lo dirò io. Non garantisco risultati, ma a volte un po' di lucidità in casi come questi serve."
"Allora io farò finta di stare ad ascoltarti, che non si sa mai e magari mi dici qualcosa di intelligente.."
"Ok. Tu sei un ragazzo intelligente, non te lo dimenticare. Non te lo ricordo molto spesso perchè lo sai, ed è una delle poche cose di te di cui sei assolutamente sicuro.
E come tutte le altre volte, ne uscirai. Però devi volerlo. Prenditi tutto il tempo che vuoi, un cuore rotto è un sintomo che i medici non sanno come curare e nessuno sa quanto ci voglia, nè spesso come. Non ti dirò che arriverà qualcuno di migliore, di più grande, qualcuno che ti capisca con un solo sguardo perchè a quanto ho capito quel qualcuno l'avevi già trovato. Però non lasciare che tutto questo ti rovini o ti cambi. In fondo non è la prima volta che perdi, e dopo che sai come si perde la sconfitta brucia meno e tutto ciò che ti interessa è pensare a qualcosa da vincere. Ti ricordi quella canzone che cantavi qualche tempo fa?"
"Chi ha bisogno del mondo quando ho te?"
"Esatto. Ed ora che non hai più lei, hai bisogno del mondo. Focalizzati su quello che sai fare meglio, metti tutti i tuoi sforzi in un'unica cosa, tu saprai cosa, quello a cui tieni di più, e lascia stare questa storia. Non odiare, non dimenticare e non perdonare. E non fare nemmeno inutili scatole, che tanto lei rimarrà sempre intorno a te e, che tu lo voglia o no, continuerà a vivere attraverso i tuoi ricordi, anche se cercherai di farle prendere polvere attraverso i suoi regali. Semplicemente lascia andare..è il meglio che tu possa fare."
"Ma di odiare non ne sono capace, e lo sai..e invece a perdonare sono anche fin troppo bravo..."
"Si, ma questa volta non hai niente da perdonare a nessuno. Non puoi incolpare qualcuno per come si sente. E poi, insomma, fai un paio di conti: qualcuno ti ha mai fatto stare così bene?"
"No..."
"Mai amato di più?"
"No..."
"Mai fatto tutto quello che hai fatto per lei per qualcun altro?"
"No..."
"E rimpiangi mai di averlo fatto?"
"No, no, mai.."
"E allora dovresti essere contento, cazzo. Ma voi emo non siete mai contenti, eh?! Voglio dire, se non ci fosse stato tutto questo non avresti mai provato quelle cose, non avresti mai saputo cosa vuol dire amore, non avresti passato tanto tempo felice eccetera eccetera. Devi cercare di cogliere il lato buono della cosa. E di essere grato che tutto questo ci sia stato"
"Anche questo è vero, ma io lo sono..però sono pur sempre ben lontano dalla felicità....Soprattutto da quella che ho conosciuto per così tanto tempo..."
"Perchè te la stai precludendo tu. In fondo cerca di vederla così: almeno lei ha quello che vuole."
"Quello che vuole o quello di cui ha bisogno? Perchè sono 2 cose ben diverse.."
"Io questo non lo so; però so che o quello che vuole, o quello di cui ha bisogno o forse tutti e 2, però ce li ha. Non sempre si può vincere. E questa volta perdi tu. Quando giochi è ovvio che o si vince o si perde. Ma niente caccia all'errore questa volta: hai giocato lealmente ed, anche se hai perso, esci con la tua dignità."
"Si, è vero, ma se almeno avessi giocato sporco avrei un motivo per tutto questo. Così, invece, non ho niente da incolparmi. E odio non avere motivi."
"Sai cosa dicono i Limp Bizkit?"
" 'E' abbastanza triste quando non sai il significato, ma tutto accade per un motivo'?"
"Esatto. E magari adesso non lo sai, ma non è detto che in futuro tu non capisca il perchè di tutto questo."
"Lo sai che molte di queste cose è decisamente più facile dirle che farle?"
"Lo so, ma qualcuno doveva pur dirtele."
E se fa così tanto male, è perchè di sicuro siamo stati qualcosa di grande. E per stavolta, mi accontenterò. Volevo solo ringraziare il mio migliore amico, anche se non sempre: me stesso, che quando vuole sa come supportarmi.
Non voglio guardare il mondo fuori, quindi chiudo la finestra. Giù le tende, giù la tapparella.
C'è già abbastanza dolore quà dentro.
Non voglio ascoltare niente e nessuno. Cellulare col silenzioso e I-tunes chiuso. Stereo scollegato. Chitarra nella custodia.
Solo il rumore dei miei pensieri che mi rimbomba nella testa.
Non voglio dormire, neanche se sono stanco. Voglio stare a guardare il dolore che mi distrugge.
Che mi consuma. Studiarlo, anche se la cosa non mi è mai riuscita un granchè bene, e capire come prevenirlo.
Come curarlo.
Come dimenticarlo.
Ho un testo nuovo tra le mani scritto distrattamente in sala prove che mi dice 'Non significhi nulla per me/E' qualcosa che vorrei convincere me stesso a poter pensare/Anche se so che non si può'/perchè le bugie che racconto a me stesso non le sto mai ad ascoltare'.
E, per una volta, sono completamente daccordo con me stesso.
Poi non sono daccordo sul lasciare il cellulare acceso che tanto si scarica e basta, a lasciare il cervello acceso a sperare che tanto si scarica e basta, a lasciare la bocca parlare e le mani scrivere e il cuore soffrire che tanto...eh si, pure loro si scaricano e basta.
Autunno+freddo+dolore.
Prima o poi li paghi gli sbagli.
E chissà per quanti giornimesianni resterò in standby, tasto pausa selezionato, volume a 0, finchè qualcuno rischiaccierà Play e vorrà stare a sentire questo disco rotto.
Cosa me ne faccio io di mille ricordi quando voglio solo te?
lunedì, 06 novembre 2006 | 02:15
Gestione efficace del cambiamento: non seguire i consigli altrui. Il tuo destino te lo fai tu.Cambi la marcia quando sei a 140 allora in autostrada.
Cambi maglietta ogni giorno per essere un po' più come vuoi tu.
Cambi colore di capelli tanto per sentirti un po' diverso da te.
Cambi scarpe a seconda della cintura che ti metti.
Cambi pantaloni perchè ormai quel paio lì non ti piace mica più.
Cambi mezzi 4 volte al giorno per raggiungere l'uni.
Cambi calzini perchè ogni paio ha su scritto un giorno della settimana anche se li metti sempre a caso dato che ignori che giorno sia.
Cambi l'indirizzo e-mail. Troppi scocciatori.
Già che ci sei, cambi pure la password che non si sa mai.
Cambi qualcosa nel tuo profilo.
Cambi gusti. Inevitabile.
Cambi vocabolario e frasario e modi di dire.
Cambi idee.
Cambi corde alla chitarra, ma solo una volta ogni tanto e solo quando necessario.
Cambi l'ordine dei tuoi gruppi preferiti e delle tue canzoni preferite.
Cambi aula quando vai a lezione.
O cambi banco.
O compago di banco.
O compagno di casino.
O professore.
E se convinci i tuoi che ti trovi davvero male, cambi anche scuola.
Cambi canale o stazione radio o gioco della play se ti annoi.
Cambi giro.
Cambi soldi se te ne vai all'estero (anche se coll'euro vale un po' meno).
Cambi l'ora della sveglia a seconda del tuo umore.
Cambi il soggetto delle tue scommesse.
Cambi il soggetto dei tuoi pensieri e cambia il soggetto delle tue canzoni.
E cambia il giorno della settimana ogni 24 ore.
E cambia pure la data, ogni giorno un numero aumenta.
E poi cambia il mese, e dopo un po' cambia l'anno.
E cambia il tempo che fa, e cambia la stagione, e cambia il cielo.
E cambiano i palazzi, e cambiano le strade, e cambiano le tag sui muri, e cambiano le città.
E cambia il tuo corpo, che tu lo voglia o no.
Cambia il colore dei tuoi denti a seconda di quanto fumi e di quanto li strofini bene quando torni sbronzo alle 3 di notte.
Cambiano i numeri nel tuo cellulare e cambiano i contatti che hai su msn.
Cambia l'umore delle persone che ti sta attorno e cambia la loro vita.
E cambia anche la tua, sai?
Cambiano anche le persone che ti stanno attorno, se ne vanno, tornano, ne arrivano altre, diventano qualcun'altro.
Cambi migliore amico, cambi la ragazza, cambi la tua band, cambi casa, cambi hobby, cambi occupazione.
Cambi cd nel lettore e cambi schermo e casse e se ti va bene cambi pure il computer.
Se ti si sfascia o se va fuori moda, cambi il cellulare.
Cambia il campione e cambia lo sconfitto.
Cambia il numero di chi vive e di chi muore, di chi mangia e di chi digiuna, di persone sulla tua lista nera, di persone sulla lista dell'indifferenza.
Cambia a chi tocca cadere e chi riesce a rialzarsi.
Cambia la visione del futuro e cambia quella del passato.
Cambiano i sentimenti.
Cambia la tua visione del mondo.
Cambia il mondo intero.
Cambia la scienza e cambia la medicina.
Cambia la persona che odi di più.
E cambia chi ti odia e chi ti ama.
E chi ti stima e chi ti ritiene un coglione.
E cambiano le luci accese nel palazzo di fronte a te e le macchine che passano in strada.
Cambia il tuo modo di porti con gli altri.
Cambia il gusto e lo stato delle cose che ingurgiti.
Cambia il sapore del fumo e ne cambia l'odore (è tutta questione di accontentarsi o no).
Cambia la tua temperatura.
Cambia pure la posizione delle stelle nel cielo, e quella su cui riponi i tuoi desideri potrebbe essere una che non esiste già più.
Cambiano sogni e speranze.
Cambiano pure le previsioni.
E cambiano anche i risultati.
Cambia quello in cui credi e cambierà quello per cui combatti.
Cambia la tua visione di te stesso e la visione che gli altri hanno di te.
Cambia la tovaglia a tavola e cambia il casino in camera tua.
Cambiano i messaggi che salvi e le faccie che ti ricordi.
Cambia il tuo guardaroba e cambia il numero delle foglie che trovi per terra ogni mattina.
Cambiano i volti, le espressioni e il numero di persone che incontri in una sola giornata.
Cambiano, sono sempre cambiati e sempre cambieranno.
Ma se hai paura che questa vita non ti dia abbastanza certezze, ah, stai pure tranquillo.
Tanto tu non cambi mai.
venerdì, 03 novembre 2006 | 22:04
Essere sfigati fa davvero tanto 2004...."...Alex era sempre stato un diverso. “Diverso”, “perdente”, “sfigato”, erano alcuni dei vari soprannomi che gli altri gli affibbiavano, ma lui rimaneva impassibile a tutto. Ma impassibile almeno in apparenza, perché poi si teneva tutto dentro e sfogava la sua rabbia quando tornava a casa nella sua stanzetta, si infilava nel letto e dopo essersi nascosto sotto le coperte piangeva. Piangeva perché non capiva. Ed era ironico, pensò, come anni dopo invece piangesse proprio perché capiva. Fin dai tempi delle elementari aveva imparato a non badare a quello che gli altri dicevano, pensavano, indossavano o al modo in cui si comportavano; lui pensava a modo suo, vestiva a modo suo, si comportava a modo suo e dicevo solo quello che pensava. Non era come gli altri, e non lo voleva essere. Però non capiva il perché di tutta quella diffidenza nei suoi confronti.
La solitudine era sempre stata la sua migliore amica sin dai tempi dell’asilo fino alle medie; lui era il ragazzino con gli occhi chiusi e seduto in un angolino nella foto di classe, quello che abbozzava un finto sorriso pensando a sua madre che gli avrebbe rinfacciato che non rideva mai nelle foto; quello che veniva scelto per ultimo quando a calcio si facevano le squadre; quello che doveva subire tutti gli scherzi di quelli più grandi, quello che veniva respinto dalle ragazze perché non era “figo abbastanza”, quello che durante l’intervallo rimaneva seduto al suo banco e si isolava con due cuffie nelle orecchie a cercare speranza nella musica. Quello che gli insegnanti lasciavano seduto in ultima fila senza mai cercare di motivarlo, quello che parlava poco, e non si scomponeva per un buono o un brutto voto, quello che era fuori dalle feste, fuori dalle mode, fuori dalle liste dei migliori, dei più belli, dei più importanti, dei più ben voluti, dei più amati; quello che guardava le cose da fuori e si chiedeva perché lui non fosse così. E a come ci si dovesse sentire ad essere qualcun altro. Quello che correva a casa e si nascondeva nella sua stanza, quello che nessuno tentava mai di conoscere, proprio perché non era come gli altri. Non integrato, mal voluto, mai accettato, invisibile agli occhi degli altri, l’errore, l’imbranato, l’impedito, l’impacciato, troppo timido, l’eccezione alla regola, la pecora nera ed il brutto anatroccolo, con l’aspirazione in un angolo della sua mente, un giorno, di rifarsi di tutti. Di tutti quelli che lo zittivano quando tentava di parlare, che sentivano le sue parole ma non le ascoltavano, non le capivano, le consideravano prive di valore o non le consideravano affatto.
Ecco, quello era lui. Quello è lui. Aveva imparato a conviverci, con tutto ciò, ma ancora ogni mattina inesorabilmente appena si svegliava sperava che nella notte fosse diventato qualcun altro; possibilmente chiunque altro tranne lui stesso."
("La rivincita dei perdenti", capitolo I)
Perchè a volte il vecchio te bussa alla porta del te di adesso curioso di vedere come hai conciato l'appartamento e se quella famosa parte di te che dovevi cambiare l'hai cambiata per davvero o che cosa.
Anche se non è detto che qualcuno risponda...
mercoledì, 01 novembre 2006 | 02:18
Breve riflessione su HalloweenE ottobre è finito e siamo arrivati fino a novembre.
E ok.
E ottobre io lo associo ad Halloween.
E forse è vero che io associo le cose solo a eventi negativi, ma non è che odio Halloween, semplicemente trovo questa festività abbastanza ironica.
Insomma, pensateci su: tutti i giorni la gente va in giro con su delle maschere e spaventa le persone. Nessuno è realmente sè stesso al 100%, vuoi sul tram quando vorresti lasciare il posto alla vecchia lamentosa ma non lo fai perchè hai i cazzi tuoi o sei troppo pigro per farlo, vuoi quando vorresti dire una cosa tra amici ma non la dici perchè non hai voglia di sostenere una discussione, vuoi quando dai una risposta che non è da te, vuoi quando ridi per convenienza anche se non hai capito neanche vagamente la battuta, eccetera.
Quest'anno io mi sono vestito semplicemente da me stesso.
>Pensieroso ma presente, lunatico ma allegro, coerente ma imprevedibile<
Ed è da mesi e mesi che lo faccio, e cerco di farlo sempre di più, così quando alle persone non piacerà il vero me dirò semplicemente 'Felice Halloween' e me ne andrò via sulle suole delle mie Vans.
Comunque credevo che Halloween sarebbe stato l'unico giorno in cui avrei potuto andare d'accordo con me stesso ma mi sbagliavo...però mi sono ricordato che a volte devi usare le situazioni negative a tuo favore: per cui, se niente è per sempre, forse allora anche quest'odio verso di me finirà...vero?
Vero?
VERO?
V E R O ?
V E R O ?
Dov'è il mio dolcetto?
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