lunedì, 30 ottobre 2006 | 01:13

You're so sensitive, I am a machine

Mentre camminavo tornandomene tutto solo verso casa prima osservavo le foglie cadere sull'asfalto dagli alberi trasportate dal vento.
E io sono un po' come loro. Mi faccio trasportare ovunque il vento dei miei sentimenti decida che devo andare, e penso di avere io il controllo di tutto quando in realtà non ce
l'ho. C'è che sono strano e complicato e c'è che dire 'strano' e 'complicato' non rende neanche lontanamente l'idea.
Neanche io stesso mi capisco nel 50% se non di più dei casi.
E la cosa non è che mi da fastidio, nah.
Mi fa semplicemente incazzare.
Perchè io mi conosco, ma non mi capisco.
Io so come agirei in determinate situazioni, ma non capisco perchè poi finisco a fare il contrario o a non dire assolutamente niente mangiandomi tante di quelle parole che
se fossero cibo sarei un ciccione. Ed in effetti, ogni volta che mi vedo riflesso da qualche parte o che guardo giù non capisco come sia possibile che con tutte le cose che mi sono rimangiato o le parole che ho ingurgitato io sia ancora così magrino.
E se non capisco me stesso poi ci credo che non capisco gli altri.
E hai voglia, cercare di capire già te stesso che bene o male ci convivi da anni e anni non è semplice, figuriamoci cercare di stilare un profilo di due personalità allo stesso
tempo: altro che Mission Impossible...
Problema riflessi: fosse per me, abolirei qualsiasi tipo di specchio o vetro o qualsiasi cazzuta cosa che riflette la mia immagine sopra.
Tipo censura.
Censurerei ai miei occhi ma anche a quelli di tutti gli altri la mia immagine.
Sbaglio, e sbaglio troppo spesso.
E quindi cerco di cambiare.
Ma più cerco di ricostruirmi daccapo più vengo buttato giù.
Pietra dopo pietra, mattone dopo mattone.
A volte la vita è così complicata che ti verrebbe la tentazione di buttarti sotto una macchina, che almeno le cose smetterebbero di essere così dannatamente difficili.
Poi la si può chiamare follia, depressione o instabilità mentale o quello che si vuole.
Ma le parole le lascio agli altri, io mi tengo i sentimenti.
Anche se le parole, ammetto, hanno un certo fascino.
Non ne dico ma ne scrivo a milioni.
Ho anche un milione di scuse da fare ma so che non le faccio mai.
La verità è che forse dovrebbero rinchiudermi in qualche posto legato ad un letto così almeno la smetterei di illudere-ferire-deludere gli altri e me.
A volte vorrei davvero che il mondo la smettesse di preoccuparsi di me perchè ogni volta che qualcuno si preoccupa crea un presupposto per una delusione.
E la cosa brutta è che ho paura che a volte io non sia l'unico a pensarla così.
Vorrei tanto comprare una mappa di me stesso ma agli autogrill mica la vendono.
E tanto, anche se fosse, non ho neanche la patente.

Umore: da phon in caduta nella vasca da bagno


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sabato, 28 ottobre 2006 | 23:22

You looked better on my space!

Bambini e Bambine, Signore e Signori, Amanti e Odiatori,
benvenuti nel mondo di Ricky.
Uno sconosciuto agli occhi di sè stesso,
che ogni volta che si vede riflesso da qualche parte si presenta
e conosce una nuova parte di sè che finirà per odiare e ripudiare.
A 13 anni gli si rivelò agli occhi (diciamo più alle orecchie) Dio (il punk-rock),
e fottendosene della genesi e quindi dei vari Adamo ed Eva (Ramones+Sex Pistols)
iniziò un'ossessiva fame di religione saziata solamente dall'arrivo di Mosè e dai suoi comandamenti (vedi: i Blink-182 e i loro splendidi dischi).
E anche se siamo nella Bibbia inventata da me, il primo amore è pur sempre e comunque il primo.
MA
Lentamente i pregiudizi cadono, le dicerie aumentano e sembra proprio che quel Gesù lì (vedi: Taking Back Sunday)
sia destinato a fare davvero delle grandi cose. All'inizio i suoi miracoli sembrano delle stronzate, ma man mano che ne risenti parlare capisci:
quel Gesù lì è fottutamente divino. E anche se col tempo magari invecchia e un po' cambia, sticazzi, rimane la cosa migliore dai tempi di Mosè.
Ovviamente poi arrivano gli apostoli, che qui non sono 12 ma un po' di più, ma nessuno si avvicinerà mai alla grande magnificienza dello Iesus.
Beh, ieri ho visto lo Iesus coi suoi compari.
E' ancora vivo ed è fottutamente divino anche se si diceva che dal vivo deludeva un po'.
NAH, COL CAZZO.
Da pezzi del suo corpo a tutti i presenti e tutti se ne vanno contenti.
E per chi li odiava e li crocefiggeva io dicevo: Padre, perdonali perchè non sanno quello che fanno.
E infatti nonostante l'apparente morte (cambiod i formazione), Gesù è rinato ed è tornato più forte che mai.
E vaffanculo a Roma (la scena) e gli ebrei gelosi (i puristi).

MAI avuto così tanta ammirazione per un gruppo dopo un concerto, e lo dico davvero.
(Neanche dopo un concerto mio, suggerisce il mio ego)
Un cabarettista ubriaco, un chiattone saltellante, il sosia di Chuck Norris colle dita più veloci del palazzetto, Spiderman in calzamaglia e un Nerd.
Ma sticazzi gente, "Tell all your friends" è la mia bibbia e guai a chi me la tocca.


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lunedì, 16 ottobre 2006 | 21:23

I AM DONE.

Se proprio volete la verità, eccovi la verità.
Niente più sorrisi tirati perchè 'tanto prima o poi andrà meglio'.
Da ieri.
Non che prima non lo fossi, ma da ieri ne ho preso coscienza.
Sono stufo di suonare nel box di un garage adibito a sala prove.
E sono stufo di suonarci sempre le stesse canzoni ancora e ancora e ancora e ancora.
Sono stufo di vedere applaudita e lodate certa gente quando so che io potrei fare di meglio.
Sono stufo di vederli applauditi e lodati sapendo che io faccio di meglio.
Sono stufo di suonare (raramente) nei soliti posti davanti alle solite persone che sono stufe di sentirci suonare (raramente) le solite canzoni nei soliti posti.
Sono stufo di passare le mattine, i pomeriggi, le sere e anche certe notti a fantasticare di essere anche solo per qualche secondo raccomandato come loro.
Ma intanto loro sono lì.
Sono stufo di continuare a partire per viaggi in cui credo e camminare e non arrivare mai da nessuna parte.
Sono stufo di correre e rimanere sempre nello stesso punto.
Sono stufo di continuare a spedire cd su cd su cd su cd e non ricevere risposta.
Sono stufo di gente arrivata che è lì non per meriti proprio ma che, inevitabilmente, si comporta come se così fosse.
Sono stufo di vedere la fortuna tutta nelle mani degli altri.
Sono stufo di sentire troppe critiche e troppi pochi complimenti.
Sono stufo di parole di consolazione in cui non crede nessuno.
Sono stufo di ripetermi che tutto cambierà, tutto cambierà, tutto cambierà, tutto cambierà...
Sono stufo di tutti questi sforzi che si rendono inutili.
E sono stufo di cercare di far cambiare tutto, ma senza risultati.
Sono stufo di non avere quasi più una vita sociale per avere più amici su myspace.
Sono stufo di quell'immagine nello specchio che mi guarda indietro triste nel profondo sapendo che più di così, da solo, non si può fare.
Sono stufo dei ritmi frenetici e della noia mortale.
Sono stufo di tutte queste parole che difficilmente avranno mai importanza.
Sono stufo di chiedermi 'Perchè esistono le domeniche?' e poi sentirmi rispondere 'Tanto se non esistessero passeresti tutto il martedì a sprecarlo ad annoiarti'
E sono anche stufo di essere stufo di tutto questo.
E di avere in mano, dopo 6 anni, un disco disco che suona come una sconfitta.
Ho perso. Ne prendo atto. Il numero di porte in faccia prese e di telefonate appese e di no ricevuti ha sorpassato il limite.
Abbandono sogni, speranze ed aspettative in un cassetto. Forse un po' di polvere gli farà e mi farà bene.
Forse una pausa sarà utile a me a chi mi sta intorno per capire cosa vuol dire davvero avere troppi pesi sulle spalle.
E poi, forse, tornerò.
E' ben vero che per le cose grandiose ci vuole tempo, ma tutto questo ne ha preso un po' troppo per i miei gusti.
E se siete stufi dei miei cambi di umore, chiedetevi che cosa avete fatto per evitare di farmi finire qua.

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mercoledì, 11 ottobre 2006 | 23:39

Try Honesty.

L'onestà.
Un bel post sull'onestà.
Prova anche tu l'onestà, questa settimana in offerta speciale!
Un gran bel post sull'onestà e su quanto conta al giorno d'oggi.
Fatto da me, è come sentire un ex alcolista astemio da 10 mesi parlare di quanto è bella la vita senza una bottiglia in mano.
Ma lo è?
Più che altro, in un mondo in cui tutti mentono, ha senso essere tra i pochi che non lo fanno?
Più che altro, in un mondo in cui tutti mentono, dire cazzate spesso porta a scorciatoie parecchio comode.
Più che altro mi gira il cazzo che un certo bassista di un certo gruppo vada in giro a professare cose che sappiamo tutti non stanno così.
Almeno c'è gente che è da qualche parte perchè il culo l'ha venduto ma non si mette di certo a dire 'No, io mi sono sudato il tutto!'
Scusate, rettifico. Mi sono ricordato una certa intervista.
E' che spero solo di non diventare mai come loro.
E poi più che altro è che se fossimo tutti onesti, ma fottutamente onesti fino al midollo, metà dei problemi che abbiamo non ci sarebbero.
E poi probabilmente ci si pensa tutti, ma tutti si arriva alla conclusione che con le cazzate si fa bella figura con niente.
Zero sforzi, tanta ammirazione.
Io, da parte mia, da quando ho capito che dire stronzate e prendersi meriti per cose non guadagnate non aveva senso, sono sempre stato abituato a fare qualcosa ed essere ammirato quando andava bene o insultato quando andava male o invidiato quando andava bene ma male, però so che era un qualcosa partito da me. Mi mettevo in gioco. Ci provavo. Non mi nascondevo dietro a falsi blablabla scritti e ragionati apposta per arrivare alla testa e al cuore delle persone.
Quanto non sarebbe bello poterci fidare di chiunque senza dover vivere nella paura che ci riempiano di cazzate?
I Taking back sunday dicono che basta un bugiardo per riconoscere un bugiardo.
Ormai ci si riconosce a vicenda.
E allora che cosa fai? Confessi e cerchi di cambiare con quelle liste di tante cose che non spunterai mai?
Nah. Le confessioni sono difficili da concepire, figuriamoci da fare.
Una confessione porta ad una ferita.
Una confessione porta al dolore.
Una confessione porta a lettere, rimpianti+pianti, pensieri, ore sprecate.
E la tua crapa da bugiardo ti dirà siamo sicuri che la verità sia sempre la cosa migliore?
Altro che i diamanti. Le confessioni sono per sempre.
Ah. Ah. Ah. Ah. ah, ah, ah, Ah, AH, AH AH AH AH AH AH!
Scusate, ridevo.
Ridevo perchè mi sono ricordato che sono riuscito a mentire anche durante la mia prima confessione.
E anche se mi hanno abituato fin da piccolo all'idea che Dio può leggerci nella mente e quindi sa se mentiamo o no, beh, io pensavo già 'Accomodati. Magari te ci capisci qualcosa'.
Già, perchè un vero bugiardo racconta palle anche a sè stesso.
Lo so che mentire è dannatamente facile nonchè bello, ma rende anche tutto più difficile.
Io, sbagliando o no, continuo a fare a modo mio, al modo che mi sono imposto di seguire, ad essere onesto, onesto, onesto, cazzutamente onesto il più che posso.
Se non altro perchè voglio a) sentire Frankie che canterà 'I did it my way' durante il mio funerale e quindi, tra chi guarda l'ora impaziente di andarsene e chi si guarda intorno per vedere che tipi di ragazze ho avuto, se più bionde o more, b) vedere qualche testa che annuisce e dice '..e hai sempre fatto a modo tuo'.
Anche se inizio ad essere dell'idea che per guadagnarsi l'attenzione di tutti e una fila di belle parole basti semplicemente morire.
Tanto, una volta che sei solo polvere, non se lo va a chiedere nessuno se sono tutte meritate o servivano solo al prete per allungare il rito.


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sabato, 07 ottobre 2006 | 03:38

Non sono morto, eh! Solo occupato...

Ho tanta voglia di dire alcune cose quanta quella di andare a dormire in questo momento.
Sto preparando una 'sorpresa'.
Ovvero sto cercando di realizzare il primo post-racconto in versione audio e scritta.
E nel frattempo tengo la mia mente occupata ingannandola con inizi di progetti che mai terminerò tipo a) un cortometraggio b) una nuova canzone hip-hop perchè non ho
ricevuto abbastanza insulti da gente del settore per la precedente c)un nuovo libro d)stilare la lista delle persone con cui dovermi scusare e e) scusarmi con loro.
La d) e quindi la e) sono già state cancellate.
No, non le ho mica fatte.
E' solo che è difficile stare a ricordarmi tutte le persone che io abbia mai incontrato per soddisfarle entrambe.

E' divertente come io cerchi di convincere chiunque crede che io sia qualcuno che in realtà non sono nessuno e allo stesso tempo ma con il doppio degli sforzi -e gli stessi miseri risultati- convincere chiunque crede che io non sia nessuno che in realtà sono davvero qualcuno.

Fai un passo verso me e tenta di capirmi.
Se non sono onesto, è perchè sono fuori allenamento.
Il problema è: se un bugiardo cronico ti dice che è effettivamente il peggiore bugiardo al mondo, chi crederebbe mai che sta dicendo la verità?


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