venerdì, 27 maggio 2005 | 23:28

semplicemente....

...così, me ne torno su.1altro intervallo buttato al cesso senza combinare niente. Del resto cos'è che dovrei combinare? Assolutamente niente, per cui... Salgo le scale e noto con la coda dell'occhio che c'è qualcuno dietro di me, ma non do molto peso alla cosa; non ho assolutamente intenzione di tirarmi su i pantaloni o di smettere di camminare alla mia maniera per chiunque-sia. Smetterei di essere me, ed ho smesso di smettere di essere me. Almeno per un po'... Alzo il volume del lettore sperando di abbassare la tristezza, e continuo a salire le scale; poi con al coda dell'occhio noto che la presenza di me ha dei capelli biondi, lisci e lunghi...mi giro ed è lei. La Lucy. Lei mi guarda. Io la guardo. Lei sorride ed accenna ad un "Ciao" e quel sorriso è la mia fine. E in quegli occhi azzurri profondi come il mare mi ci perdo ed affogo. E vorrei dirti "Ciao Lucy" o magari chiamarti Lù come facevo fino a qualche mese fa, e vorrei chiederti "Come stai?" senza sembrare banale, e poi dirti che lo so che forse è una domanda inutile, un po' prevedibile  e lo so che forse non hai proprio voglia di parlarne e lo so che forse è semplicemente tardi, troppo tardi perchè tutto torni come prima. E vorrei dirti tante altre cose, a partire dal fatto che mi dispiace che sia finito tutto così, che sono un idiota cretino e che ho buttato tutto all'aria ed è solo colpa mia se tutto quello che c'era tra noi ora è scomparso e non ne è rimasta che una piccola traccia nel tuo cuore ed una grande nel mio. Ma è solo a causa mia se tutto questo è andato perso, è solo colpa di questo stupido inutile ragazzino frustrato che a 18 anni non ha ancora capito come non fare soffrire la gente... Ed è dannatamente confuso. E credo che si veda. E ci sarebbero altri milioni di cose che vorrei dirti e che potrei tirare fuori ma tanto so già che è inutile e non cambierò mai e sarò sempre così, tenendomi tutto dentro senza mai dire una parola lasciando che queste cose non dette siano la mia rovina ancora una volta. Ed al tuo sorriso raggiante posso solo rispondere con un lieve sorriso da ebete come mio solito, ingoiando tutte le cose che il mio debole cuore vorrebbe dire. Ma anche se tu stessi lì ad ascoltarmi, dubito che riuscirei a spiegarmi. Così, finisce tutto come sempre nel mio stomaco, ed i secondi di silenzio che seguono i nostri sorrisi innocenti mi stanno uccidendo. Queste scale non sono mai sembrate così lunghe. Tutti questi 'se' e 'ma' non mi porteranno mai da nessuna parte. Chiss  però quante cose sarei riuscito a tirare fuori, e invece niente, no, nulla di tutte queste cose che mi rimbombano in testa verranno mai a galla uscendo dalla mia bocca. E dire che sarebbe così semplice guardare in quegli occhi e dirti tutto...ma evidentemente non per me. Non ora. E forse mai...

Lei si ferma al primo piano ed io me ne torno su in classe mentre la vedo parlare con le sue amiche. Lei si gira e dà un'occhiata, ma non è me che sta guardando. Non più. E tutto quello che posso fare è solo affrontare la realtà. E guardarle il culo mentre salgo, sperando che sia di me che sta parlando con le sue amiche.


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mercoledì, 25 maggio 2005 | 23:44

WE ARE THE CHAMPIONS

CAZZO LIVERPOOL GRAZIE. X VOI NN CONTERà NULLA, E SO GIà CHE IN 5 MINUTI TUTTA STA GIOIA SARà SVANITA, MA ALLA MIA POVERA VUOTA VITA AVETE GIOVATO E NON POCO DANDO LA PAGA AI CAZZO DI EBREI.  MI AVETE APPENA REGALATO L'ATTIMO DI FELICITà + BELLO DI QUESTO 2005...BEH DAI FACCIAMO IL SECONDO PIù BELLO. IL PRIMO ARRIVA ORA CHE MI DENUDO SUL BALCONE COME AVEVO PROMESSO.  SCHERZO. CMQ MOMENTO INDIMENTICABILE ENTRA NELLA TOP 3 DEI MOMENTI BELLI DI QUEST'ANNO. BELLA LIVERPOOL!

 


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sabato, 21 maggio 2005 | 01:36

it's the art of losing

Ovviamente, il tram non passava. Ed era convinto che, se avesse guardato gli orari, avrebbe scoperto che era appena passato. Difatti, a un centinaio di metri da lui una enorme sagoma arancione si stava allontanando sempre più, assieme ai suoi sogni di poter tornare a casa indenne. Evidentemente, però, qualcuno dall'alto lo aveva sentito imprecare, ed iniziò a piovigginare. Così, rassegnato ed anche bagnato si mise la chitarra in spalla e si avviò verso casa mentre gelava e continuava a chiedere a sè stesso perchè mai si era messo quei dannati pantaloni corti. Arrivato ad un semaforo -chiaramente rosso- poco distante, da un bar all'angolo uscì un vecchio che, sconcertato dalla visione dei suoi boxer che lasciavano tranquillamente il suo grazioso fondo schiena in bella vista gli gridò: "Uè giovane, va che c'hai i calzoni che ti cadono! Dovresti tirarli un po' su, non pensi?" Il semaforo diventò verde, ed Alex dapprima fece finta di non sentire accennando ad attraversare la strada. Poi, però, si fermò nel bel mezzo delle strisce, si tolse le cuffie, puntò il vecchietto con lo sguardo e dopo essere tornato indietro qualche passo prese fiato e si preparò al peggio. "Sa cosa penso?" Il vecchietto lo guardò storto. Alex buttò fuori l'aria. No, valeva la pena di dirle, quelle cose. Riprese fiato ed esclamò: "Beh, vediamo da dove posso cominciare. Penso che la gente come lei dovrebbe farsi i cazzi suoi. Penso che se si sente frustrato potrebbe anche mettere da parte 30 o 40 euro della sua cazzo di pensione mensile ed andare a puttane, qualche volta, invece che rompere le palle a me. Penso che forse anche con 20 euro se la cava. Penso che non si possa giudicare una persona dal suo aspetto esteriore. Di lei direi che è un cretino con i sandali in una giornata così grigia ma del resto io sono l'ultimo che parla coi pantaloni corti. Penso che magari potrebbe anche essere tutto un po' migliore ma invece penso che forse dovremmo prendere le cose per come vanno, se capita capita ed ecco tutto. Penso che non possa essere tutto qui. Naaaa, com'è possibile? Penso che ci sia qualcosa di più di tutto questo. Macchine, case, soldi, fama, non può mica essere tutto qui. Ci dev'essere pur qualcosa di veramente degno di essere vissuto. L'amore? Beh, penso che prima o poi arriverà. Certo, penso che sarà lui a condurre il gioco ed io sarò come sempre una pedina nelle mani del destino beffardo e ghignante, ma penso che comunque vada ne sarà valsa la pena.  E penso che i miei boxer siano bellissimi. Ed il mio culo anche. E penso che se non le piace vederlo, può anche voltarsi. Se invece le piace vederlo, beh può anche andarsene affanculo. E penso che se non le piace ciò che sto dicendo, beh, vale il consiglio di prima. Lei che ne pensa?" disse poi, mentre un ghigno gli si formava sul volto e la mano destra premeva il tasto play sul suo lettore, e ricominciava il suo inno di giornata. American Hi-fi, The Art of losing. Perdere con stile.


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lunedì, 16 maggio 2005 | 00:12

hard to say

Avevo qualcosa da dire ma me la sono dimenticata. Beh, tanto anche se me la fossi ricordata non avrei avuto il coraggio di dirla. O non avrei trovato le parole per dirla. O avrei cercato di fare finta di niente andando avanti come se nulla fosse. Certe cose chiare dentro poi non escono, restano, restano. E quante sono, ste cose... Come se dentro avessimo una parte di noi dove tutte queste cose che non diciamo vengono accatastate, e nel mio caso sono tante, veramente tante. Cose pensate, volute, sentite ma mai esternate. Mai dette. E quante notti solitarie nel mio letto a ripensare a cosa sarebbe successo se avessi detto certe cose in certi momenti...solo poche parole per cambiarmi un'intera vita... Ma che senso ha passare un'altra notte così? Un'altra notte a pensare a ciò che sarebbe potuto essere ma non è stato nè sarà mai? Non ha senso rimanere ore e ore a pensare ai se e ai ma e ai 'e se avessi...'. Però so che questa sarà un'altra notte di queste. Un'altra notte senza senso.


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sabato, 14 maggio 2005 | 15:11

the poets are just kids who didn't make it

"I've Got A Dark Alley And A Bad Idea That Says You Should Shut Your Mouth (Summer Song)"

Joke me something awful just like kisses on the necks of "best friends"
We're the kids who feel like dead ends
And I want to be known for my hits, not just my misses
I took a shot and didn't even come close
At trust and love and hope
And the poets are just kids who didn't make it
Who never had it at all

And the record won't stop skipping
And the lies just won't stop slipping
And besides my reputation's on the line
We can fake it for the airwaves
Force our smiles, baby, half dead
From comparing myself to everyone else around me

Please put the doctor on the phone because I'm not making any sense
Blame everyone but me for this mess
And my back has been breaking from this heavy heart
We never seemed so far
I'm hopelessly hopeful, that you're just hopeless enough
But we never had it at all


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lunedì, 09 maggio 2005 | 22:21

'cause I'm a loser

Sono uno sfigato. Ma il bello è che ci rido sopra

Manco il buco trovo...


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martedì, 03 maggio 2005 | 22:51

quietly complaining

beh molto carino e gentile da parte vostra stare li a farvi i cazzi vostri quando quello che ha i problemi sono io. poi, però, quando avete bisogno, non venite a cercarmi, perchè sono buono e bravo finchè volete ma sono nessun cazzo di pupazzo con si gioca quando si ha voglia e poi si butta nell'angolo.

La realtà è che non posso fare un cazzo di affidamento su nessuno, neanche su me stesso. Anche perchè piango e mi do del frocio. Come cazzo posso fidarmi di me stesso se sono così? La verità è che

ricky è stufo, non ce la fa più. ma tanto ricky è forte no? tanto ricky ce la farà.

Sicuri? Io no.


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domenica, 01 maggio 2005 | 02:03

sick of blaming myself

"Si ma cazzo, io mi sono rotto di non essere buono a fare nulla... Vedi sono un fallito...un incapace... non combino mai nulla di decente e rovino sempre tutto..."

"Beh, dai, tutti abbiamo delle qualità nascoste da qualche parte, basta solo tirarle fuori...ci sarà pure qualcosa in cui sarai bravo.."

"Si, certo che c'è: lamentarmi."


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