lunedì, 28 febbraio 2005 | 22:20
moviesFilm film film. siamo tutti un fottuto film. io me ne sto sullo sfondo, figura di margine e comparsa del mio personale film. Semplicemente da anni cammino avanti e indietro su questo enorme palco e io mi sento così piccolo, e riesco a sentirmi solo perfino in mezzo a milioni di persone. Ma non importa, che facciano pure la loro scenetta a memoria, che recitino pure tutto quello che sentono, io mi accontenterò di fare la mia comparsa nell'ultima scena e godermi il sipario che si chiude. E quando scatteranno gli applausi, se scatteranno, probabilmente avrete già dimenticato il mio nome. Ma per me sarà abbastanza averlo in piccolo mentre scorrono i titoli di coda.
domenica, 27 febbraio 2005 | 12:31
dodici e ventunododici e ventuno. sono ancora un po' ubriaco. diciamo che sto scontando i postumi dell'ennesima sbronza e mentre raccolgo i pezzi di me stesso sono sempre qui a dire nuovamente che questa sarà l'ultima volta che lascerò mai più che dell'alcol mi entri nel fegato ma tanto lo so che le promesse ch emi facico non le mantengo mai, per cui arrivederci a sabato prossimo.
A parte questo, beh, aggiungo un paio di nomi alla mia lista nera che cresce sempre più a dismisura xkè c'è veramente tanta gente di merda e quanto cazzo li odio li snob non riesco neanche a esprimere tutto l'odio che ho per la gente che ti guarda dall'alto verso il basso ecrede di essere in cima al mondo e magari lo è anche però che cazzo vi odio lo stesso. Ma la cosa peggiore è tutta quella gente che mi sta indifferente: sono tanti, troppi x cui non vale neanche la pena di pensare e di sprecare ulteriori parole.
Sono ancora un po' storto, per cui perdonatemi miei prodi lettori (se esistete) se scrivo cazzate. Volevo solo fare un altro appunto, anzi due:
1) Io ho solo un cazzo di amico ed è il migliore che si possa avere. Triste, ok, ma almeno non mi uccido di illusioni di avere tanti amici, no grazie, ho smesso con quello.
2) Amo i Delicious. http://www.deliciousrock.it
giovedì, 24 febbraio 2005 | 16:30
So I guess this is what I wanted now. Cause I did. Wait, did I? bene, ora posso aggiungere agli aggettivi che la gente mi affibbia anche "strano". "è troppo
strano quel ragazzo", precisamente. ma la cosa che non capisco è se volevo essere visto così oppure no. oppure se me ne frega qualcosa o no. beh, dato che sto scrivendoci sopra direi di si. ma quello ch emi da fastidio è che la gente sia portata ad affibbiarti soprannomi e neanche ti conosce. non sa un cazzo di te, si vive la sua bella vita in villa da un miliardo con miliardi di vestiti e di tutto di più una famiglia felice una casa bella tanti amici fedeli solo x la tua condizione sociale e se ne fotte di conoscerti, a loro basta uno sguardo e credono d sapere tutto di te, ki cazzo sei che cazzo fai come cazzo ti comporti e quello che senti dentro.
So I guess this is what I wanted now. Cause I did. Wait, did I?
beh, no, stronzetti, non sapete un bel cazzo di me, ma forse è meglio così. Preferisco che nn sappiate nulla d me piuttosto che aprirvi la porta dei miei sentimenti e farvi rovistare tra quello che sento per farvi ancora una volta gioco di me.
martedì, 22 febbraio 2005 | 21:08
I'll be missing you (?)Beh, dell'ennesima giornata d merda mi sembra inutile star qui a parlarne. Ho rivisto lei che ovviamente mi ha ributtato in depressione, a scuoal solita merda ed infine (x la serie rantolo a terra ed ecco il calcio finale) i blink 182 si sciolgono. Almeno, pare secondo il loro sito ufficiale. No grazie per i 3 frocioni nn verserò lacrime ho di meglio a cui pensar,e però mi spiace ed anche se ormai non li seguivo più come tempo fa mi rammarica il fatto che non ci saranno più loro ad accompagnarmi come colonna sonora della mia vita. I miei papà adottivi.
Grazie Tom, Mark, Travis, per quello che avete fatto per me. Ed avete fatto molto più di quello che possiate credere.
lunedì, 21 febbraio 2005 | 18:14
note to myself: i hate youInizio a pensare che nascondermi sotto un capuccio, un cappello o dietro a una linea di trucco sotto agli occhi e ad un ciuffo lungo di capelli sia del tutto inutile. Io lo vedo come un modo di esorcizzare quanto odio tutto quello che mi sta intorno, certo non serve ad un cazzo però trovo un'incredibile sicurezza che null'altro mi può dare il solo fatto di mettermi un cazzo di cappuccio sulla testa. Forse il fatto è che sono semplicemente tutto quello che non vorrei essere, ed il fatto è che non mi va bene cosi e non faccio nulla per cambiarmi anche se so che così com'è va sempre peggio. Perchè? Perchè semplicemente non posso. "Potere è volere" e bla bla bla, continuate pure coi vostri luoghi comuni nel vostro mondo perfettino mentre io continuerò probabilmente a fare tutto ciò che è sbagliato e tutto ciò che non dovrei fare, però che cazzo ogni giorno che passa mi rendo sempre più conto che non sto combinando un bel niente. Sembra che il mio mondo si stia sempre più dividendo e va tutto in merda. Il mio libro ormai non ne ho più voglia di scriverlo, so che a molti piace un sacco quello che stavo scrivendo ma ormai non ho neanche più la forza di andare avanti, col gruppo va abbastanza di merda xkè nn si prova mai si è sempre scazzati eccetera eccetera, ragazze non parliamone perchè più me ne faccio e più sto di merda xkè mi convinco che rimarrà sempre più solo ed amici beh, siamo sempre li, tutti che si mostrano delle grandi merde. E soprattutto a scuola vado di merda e più che una tragedi aper i miei sei un fallimento sei un cretino nont i applichi e bla bla bla da fastidio a me. Perchè so che ce la potrei fare ma non ho voglia di fare niente. E mi scoccia. Adesso vi scriverò l'ennesima perla e poi tornerò a compiangermi (scusate x sto post noioso ma era solo una nota a me stesso: ti odio, ricky.
***
Come quando alzi le braccia allo stadio, che
tanto nessuno ti noterà mai lì in mezzo.
Beh, cazzo, mi sono un po' rotto di alzare le mani e non
essere notato.
Prima o poi mi butto giù dalla curva.
È tutto così ingiusto. Tutto così fottutamente ingiusto.
Ci ripenso ancora e ancora, e non riesco proprio a capacitarmene. Lo so che ci sono tante domande a cui la risposta non si trova mai, ma la mia mente non smetterà mai di rifiutarsi di credere a tutto ciò…
E mi ricordo ancora come se fosse ieri il giorno in cui ti vidi per la prima volta. Era una delle tante giornate monotone, e tu l’unica nota positiva di quella giornata arrivasti come la quiete dopo la tempesta. Un raggio di sole che spuntò dal cielo grigio che dominava noi e le nostre fragili vite.
Avevi un aspetto trasandato, una maglietta gialla stropicciata e stavi appoggiato ad un palo della luce, all’uscita fuori da scuola.
Io ero come sempre con le mie amiche, e appena tu girasti la testa verso di me e mi vidi, mi feci un sorriso che non scorderò mai più. Poi ti avvicinasti e mi mostrasti una sigaretta spenta che tenevi nella tua mano destra.
“Scusa, hai da accendere?”
I tuoi occhi risplendevano di una luce che non avevo mai visto negli occhi di nessun altro, e non avevo neanche fatto in tempo a capire bene cosa stavo succedendo che mi ero persa nell’oceano di quel blu profondo.
Mi voltai per chiedere a qualcuna delle mie amiche di prestarti un accendino, ma erano tutte scomparse.
Quando ti dissi “No, mi spiace” te ne andasti via come un cane bastonato, come se fossi appena stato preso a calci e notai mentre ti allontanavi vari segni sul retro del tuo braccio. All’inizio credevo che fossero dei tatuaggi, e la cosa mi eccitava parecchio, e quando chiesi di te ad una mia amica che sapeva chi eri lei mi disse: “Chi, quello? Si chiama Alex, è all’ultimo anno ma è uno sfigato, non sta a posto, lascialo stare che non è fatto per te…”
Non sapevo se voleva solo scoraggiarmi oppure era seria, ma decisi di andare fino in fondo a questa storia perché ormai mi eri entrato nella testa, e senza neanche chiedere prima il permesso.
Qualche giorno dopo ti rividi nuovamente fuori dalla scuola, attorniato da un gruppo di ragazzi dell’ultimo anno tutti tuoi coetanei che conoscevo di vista visto che erano quelli a cui tutte le mie amiche morivano dietro. Ed io ero l’unica primina che ignoravo i loro nomi, che non gli sbavava dietro e che non voleva sapere nulla né di loro né di quanti soldi case o macchine avessero, perché lo sapevo che sotto a quell’involucro non c’era niente che mi potesse interessare. Ma questa volta la faccenda era diversa: questa volta c’eri di mezzo tu.
Così chiesi nuovamente in giro di te anche a gente più grande ma tutte le risposte che ricevevo erano solamente di lasciarti stare, che non eri un ragazzo a posto, che non era il caso di perdere tempo con te e che non eri quello di cui avevo bisogno. Ma intanto io sentivo che il mio vuoto nel cuore stava iniziando a colmarsi. Era forse arrivato ciò che avevo sempre aspettato per anni ed anni?
Iniziai addirittura a scrivere il tuo nome ovunque, oramai eri diventata un’ossessione di cui non potevo fare a meno, e così il mio banco, il diario e i miei quaderni si erano riempiti di scritte più o meno grandi ed un giorno la prof di inglese mi chiese se quell’Alex da cui ero tanto ossessionata eri proprio tu. Quando le risposi di si, lei iniziò a dirmi che eri un caso disperato e che avrei dovuto starti alla larga da te per il mio bene. Nel frattempo tu avevi smesso di venire fuori da scuola e ormai quello sguardo di qualche secondo nei tuoi occhi e la vista di quel sorriso erano diventati un semplice miraggio per me; i giorni e le settimane passarono e ti rividi in giro mentre tornavo da scuola
tutto solo con un lettore cd sparato al massimo e due cuffie nelle orecchie per isolarti dal mondo. I tuoi occhi erano contornati da una linea di eyeliner ripassata più volte, ed il contorno degli occhi era stato truccato probabilmente per coprire qualche ferita. Quando mi vidi però la tua espressione cambiò di tratto e sembrava quasi che avessi appena avuto una nuova possibilità di vivere. Ora stava a te prenderla.
Il nostro dialogo però non fu molto lungo, e per la maggior parte fu riempito da silenzi imbarazzati e sguardi languidi. Ed oltre ad una serie infinita di “Vorrei ma non so se dovrei” che mi passavano per la mente, la mia curiosità per sapere cos’erano quei segni sulle tue braccia saliva alle stelle. Ma non potevo di certo rovinare tutto per colpa della mia curiosità. Però lo feci. Fu allora che tu iniziasti ad urlare, e ricordo ancora le tue parole fredde che come proiettili colpirono in pieno il centro del mio cuore.
“Mi buco, non vedi? Non ci arrivi da sola a capire cosa sono questi segni? Ho una vita di merda, sono scappato di casa, non ho da vivere e faccio anche fatica a mangiare ogni giorno, e adesso dormo su una panchina in un parco perché quell’ubriacone di mio padre doveva scopare con l’amante e mi ha cacciato di casa…”
Non mi pentirò mai abbastanza di quella domanda.
“E tua madre?”
“Mia madre è morta un mese fa. E tutto quello che mi rimane è la droga e questo fottuto walkman col quale sento la stessa fottuta canzone tutto il santo giorno, ed è l’unica cosa che mi fa andare avanti. Oltre al pensiero di te.”
Non mi ero mai sentita così imbarazzata in tutta la mia vita, forse mi ero immaginata tutto io e tu non avevi detto assolutamente niente, e ad un tratto tu mi chiedesti: “Mi daresti il tuo diario per piacere?”
In imbarazzo glie lo diedi. “Quand’è il tuo compleanno?” mi chiese.
“26 gennaio”.
26 gennaio. Qualche giorno dopo.
All’entrata da scuola una ragazza di quinta arrivò da me.
“Tu sei Giulia?” mi chiese.
“Si, sono io, perché?”
“Devo darti una cosa” mi disse.
Poi frugò nella sua borsa e tirò fuori il mio diario. Me lo mise in mano senza dire una parola.
“E Alex? Te l’ha dato lui, vero?”
Lei mi guardò e capiii nei suoi occhi senza bisogno di ascoltare da lei nessuna parola, ma nonostante tutto ciò lei trovò lo stesso la forza per trattenere le lacrime e sospirare:
“Alex è morto l’altro giorno… Si è suicidato…”
Rimasi per ore a piangere da sola in bagno. Pensai di farla finita, ma poi ripresi in mano il mio diario e lo aprii al giorno del mio compleanno.
In un angolo della pagina tra le tante dediche delle mie compagne, stavano tre parole scritte in pennarello nero. Proprio come quella canzone. Don’t forget me.
giovedì, 17 febbraio 2005 | 23:01
suicide's last callCi sono veramente delle volte in cui non si sa cosa dire... Delle volte in cui ci si chiede perchè certe cose capitino proprio a te, cazzo, ma alla fine l'unica risposta che puoi darti è..nessuna. No, non c'è alcuna fottuta risposta a certe domande e probabilmente non ci sarà mai, dovrai sempre farne a meno di questa fottuta risposta perchè evidentemente non sarebbe lo stesso sapendo tutte le risposte alle nostre domande. Certo che ci sono dei giorni che sembra quasi di intravvedere un raggio di sole dopo una lunga, lunghissima ondata d'acqua, e poi quando ti sembra quasi che stai per rinascere arriva l'ennesima ondata che ti butterà giù, sempre più giù, e provare a rialzarti stavolta sarà difficile; lo sarà sempre di più qualsiasi cosa tu faccia.
In casi come questi, non saprei proprio cosa dire. Ed anche se sapessi cosa, non saprei di certo come dirlo.
SI può solo cercare di rialzarsi, e basta. Cercare di ricominciare da capo, senza dimenticare però; nonostante tutto, sono giunto alla conclusione che bene o male qualsiasi cosa capiti serva per imparare qualcosa. Chiedersi certi perchè ormai non ha più senso, ma riflettere su certe scelte può servire a fare nostra volta delle scelte giuste. E che possibilmente siano le migliori per tutti quanti, e non solo per noi stessi.
Detto, questo, un'ultima cosa. R.I.P. qualsiasi cosa ti passasse per la testa.
mercoledì, 16 febbraio 2005 | 22:28
WASTEDI was young, I was stupid a life of despair
I was proud I was angry I just didn't care
I'M WASTED AGAIN
I mean...what could I ever say? Just come to you and then be just like 'Hello, I'm a mess just because of you but I know you never really noticed 'cause you never even really cared or just knew that I actually was alive, well, barely alive and constantly on my knees but still breathing just thankx to the air I used to breathe with you? Well, I don't know. No, I don't know, I just don't know. I just think you'd laugh off and run into your friends and they'll first wonder who the fuck is that guy over there who's tryin' to impress you so hard with all of those things you surely wouldn't even notice and you'd just say you absoloutly have no idea about who the fuck i am. But hey that's right I'll just keep wasting my time alone wishing you were here dwelling on the past and lockin myself at home even though I know I want and I need nothing else but you but as usual we all want what we just can't get so that's what I am meant to do. Just hope for another empty week to come here and hope you'll come with it.
Nuff said.
martedì, 15 febbraio 2005 | 22:17
i'm not o-fuckin kayFuck. I hate it i cant stand anything on a day like this and the only reason why im writing all of this down is just cause ive got no one left to insult and no one else to stand me cursing against anything and anyone thats on my mind. Now, im the one who always says hey i dont care i dont give a fuck and thats alright with me cause hey thats what i mean, but thats what i mean anytime but now. I mean, today im hating myself more than ive hated anyone else. and its not even my fault. no, its just your fault cause u always make me feel like i dont meana thign for you and yeah maybe ur even right cause i dont mean a fucking thing to anyone cause theyre all just too damn busy for a stupid guy like me who just wants to be loved.
now ive lost the point of what i wanted to say so instead of just staying here and keep sayin all these useless words that will never matter, ill just keep my mouth shut and get back dying inside.
| 00:52
this is side one... Lo so, sono solo un cazzo di disco rotto in mezzo a tante novità. Ma tu non hai mai ascoltato veramente ogni singola canzone, ti sei semplicemente stancata dopo le prime due canzoni e poi mi hai mollato lì, in un angolino a prendere polvere, in mezzo ad un mucchio di altri dischi che probabilmente hanno ricevuto lo stesso triste trattamento che ho avuto io. Ma quello che hai ascoltato di me era solo il lato uno, e c'è ancora un secondo lato che non vede l'ora di essere suonato. Se solo ti ricordassi che c'è ancora qui questo disco che attende di poter risuonare in tutta la tua vita... O forse, hai deciso di spegnere il tuo stereo per sempre e lasciare le cose così... Lo so che non sono il tuo disco preferito, ma magari col tempo potresti imaprare ad apprezzare ogni mia singola canzone. E così ti scrivo un altro ritornello...
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